
A Casa Sanremo si è tenuto il contest Sanremo Unlimited di Franco Ganci dove si è esibito anche il cantante Gilbi.
Buongiorno Gilbi è un piacere incontrarti, presentati ai lettori di ModerNews
Buongiorno a tutti , mi chiamo Gilbi, all’anagrafe Cristian Massa ho 23 anni e vengo da Vicoforte.
Racconta la tua storia
La mia storia nonostante a me sembri banale mi rendo conto che per certi versi è particolare, a 4 anni ho perso mio padre, ma nonostante ciò non l’ho mai presa come una scusante, ma come un motivo in più per darmi da fare e assumermi le mie responsabilità prima dei miei coetanei.
Non sono cresciuto nell’oro, ma non passa giorno in cui io non ringrazi mia madre per non avermi mai fatto mancare nulla..
Sono sempre stato il classico ragazzo che “può, ma non si applica” almeno fino a quando non ho incontrato il rap
Purtroppo o per fortuna sono un ragazzo molto ambizioso e credo fortemente che gli sforzi, l’impegno, la dedizione e l’umiltà ripagano sempre.
Com’è nata la tua carriera?
Ufficialmente la mia carriera nasce con “Sarebbe bello”, mi ricordo che la mia ex ragazza Gloria stava malissimo per un’amicizia finita male e non essendo bravo con le parole ho deciso di provare a starle vicino scrivendo una canzone, da lì in poi la musica mi ha cambiato totalmente la vita, era come se ogni problema e ogni emozione positiva o negativa mi obbligasse a scrivere per esternare ciò che provavo.
Com’è nata la passione per la musica?
Diciamo che dalla prima volta in cui mio cugino mi fece ascoltare Fabri Fibra il rap mi ha letteralmente rubato testa, anima e cuore, ma non avevo mai nemmeno pensato di iniziare a scrivere canzoni, un pó perché probabilmente ero troppo piccolo e un pó perché non mi sembrava giusto parlare e raccontare emozioni o situazioni che non stessi effettivamente vivendo, ma senza ombra di dubbio la canzone “rap in vena” mi ha fatto scoprire la mia passione.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente ho in uscita un singolo il 12 Marzo che si chiama “yo no puedo amarte” e credo fortemente che quello segnerà una vera e proprio svolta, grazie all’ultima esperienza fatta a Sanremo ho capito che devo alzare l’asticella più di quanto ho fatto finora e detto sinceramente a costo di risultare presuntuoso non ho nessuna intenzione di fermarmi qua, ho tanta fame di far arrivare in alto e far conoscere la mia musica a più gente possibile.
Qual è stata la tua più grande soddisfazione?
La prima grande soddisfazione è stata firmare il mio primo autografo, vedere quanto un’altra persona oltre a mese tenesse a “Gilbi” e alla mia musica mi ha dato una grande spinta.
Poi senza dubbio vedere la gente per strada con le mie canzone in macchina è un’altra, ma quella che mi ha segnato di più a livello personale sicuramente è stata vedere la reazione della mia ragazza a “mi cura”, vederla emozionare mi ha fatto dire: “Se riesci ad arrivare così alle persone sei sulla strada giusta”.
Cosa provi quando canti?
A livello musicale c’è ne sono tante di emozioni essendo la mia musica personale oltre ad essere una vera e propria valvola di sfogo per me, sarebbe impossibile descriverle.
Cosa ti emoziona?
Non saprei dirti cosa provo mentre canto, semplicemente mi sento me stesso e al sicuro
Cosa farai prossimamente? Cosa stai preparando?
Ho scritto il mio futuro.
Come hai vissuto questo periodo in quarantena?
La quarantena a livello umano mi ha cambiato molto, ho avuto la possibilità di lavorare su me stesso anche grazie ad un maestro di vita come Gabriele.
Purtroppo non è un bel periodo, ma credo che dalle situazione peggiori ognuno di noi si trovi di fronte ad un bivio: abbattersi e sprecare tempo a piangere e lamentarsi o imparare da esse per uscirne più forti e io ho scelto la seconda. Da tutto si può imparare.
Quali sono i progetti futuri?
Prossimamente come già detto ho intenzione di alzate l’asticella.
Come prima cosa sicuramente prenderò lezioni di canto in quanto ritengo lo studio fondamentale per crescere musicalmente.
Da gennaio ho iniziato un percorso basato su una serie di singolo che mi accompagnerà fino all’estate e poi ho intenzione di incominciare a ragionare sul mio primo album ufficiale.
Com’è nato il nome Gilbi e cosa rappresenta per te?
Il nome Gilbi nasce da Simone, che oltre ad essere il fratello della mia ex ragazza lo è stato anche per me in quel periodo, è nato per gioco, ma da quel momento si sono messi tutti a chiamarmi così.
Per me Gilbi rappresenta la mia rivincita, ogni volta che penso a quel “soprannome” mi vieni in mente quando avevo 18 anni e facevo 2/3 crisi di panico al giorno e a come ne sono uscito.
“Gilbi” per me rappresenta il riuscire a superare tutto.
Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Ti direi che il mio sogno nel cassetto è la musica, ma giorno dopo giorno è sempre meno sogno e sempre più realtà, quindi ti dico che vorrei arrivare il prossimo anno con un disco di platino e con tutta la mia famiglia e i miei amici sistemati a vita.
Com’è stata l’esperienza Sanremese?
L’esperienza a Sanremo è stata particolare..
Sicuramente è stato un grande orgoglio per me essere presente ad un evento così importante e mi ha fatto capire tante cose sia a livello umano che musicale, potersi approcciare con artisti che fanno generi opposti al mio mi ha fatto venire voglia di sperimentare ancora di più rispetto a quanto io stia facendo ora.
Nel complesso posso dire che è stato magico anche solo l’idea di poter essere accostato al leggendario Festival di Sanremo













