
Oggi vi lascio l’intervista a Paola Feny, attrice, cabarettista, cantante e presentatrice
buongiorno Paola , è un piacere incontrarti, raccontati
Salve, sono stata una bambina canterina mi trasformavo con gli avanzi di stoffe di mia madre che faceva la sarta. Creavo i vestiti con le spille, gli elastici e le mollette di plastica dei panni. Qualunque soppalco per me era un palcoscenico a sei anni ero nel coro della sinfonica della RAI a 13 anni ero la prima voce solista delle Terme di Caracalla. come mezzo soprano . Ma a me piacevano le operette e le canzonette.
Quindi approfittavo dei mal di gola per cambiare il mio tono di voce fino a soffocarmi . Così ho ottenuto dalla mia voce tante note basse e un timbro più pieno.
Mi sarebbe piaciuto studiare pianoforte poiché passavo le mie ore del doposcuola nelle sale del foro italico della Rai.
Poichè mio padre faceva l’usciere e a volte mi portava con sé e giocavo con il pianoforte e fantasticavo.
A chi ti ispiravi ?
Un modello vero e proprio no, ho sempre voluto essere me stessa più che copiare, Però subivo il fascino di Barbara Streisand, di Mina, della Vanoni, con la sua Mala vita, di Milva con la sua aggressività, di Patty Pravo, mi piacevano le loro canzoni e quindi cominciai con il piano bar negli alberghi, nei club, poi venne la moda anche del ristorante tipo la cuccagna che creavano un’atmosfera romantica . Poi iniziai le piazze con il complesso dei Turchi, 13 elementi con 5 fiati, un’orchestra bravissima era un piacere cantare con loro.
Dovete sapere che tutto ciò lo facevo di nascosto perchè mio padre non voleva che cantassi perchè conosceva l’ambiente dello spettacolo ed era contrario quindi mi dava sempre meno permessi.
Non ho avuto una vita facile con mio padre e per colmo della sfortuna volendo liberarmi di quella morsa sono caduta dal forno alla brace come si suol dire.
Ho affrontato il mio primo matrimonio dimenticando la mia passione di cantare e fare spettacolo. Ero molto snodata, avevo rappresentato la mia scuola Dante Alighieri in molte specialità : salto in alto all’americana, salto in lungo, salto con l’asta, corsa sui 100 metri piani e ad ostacoli, lancio del peso e lancio del giavellotto facendomi sempre onore anche con gli attrezzi e in particolare la spaccata sulla trave di equilibrio.
Hai qualche aneddotto che ti è rimasto nel cuore
Aneddoti tantissimi da piazze con folle immense che mi scambiavano con Marcella Bella ai carabinieri che mi portavano via dal palco perchè i siciliani focosi si erano troppo infervorati mentre mi esibivo nel Cafè Chantant perchè si stavano arrampicando sul palco.
Ma ci sono state anche piazze con temporali e per la legge dello spettacolo per essere pagati bisogna almeno fare 3 pezzi quindi anche se non c’era gente abbiamo cantato per 3 PECORARI in Abruzzo.
Chiaramente ho ripreso a cantare solo dopo la separazione dal mio primo marito.
Hai avuto una vita dura?
La mia vita si è spezzata 5 volte ma non essendo arrivata la mia ora, mi sono sempre risvegliata incredula, stavo ancora qui. Il nostro destino ci riserva tante sorprese e noi siamo gli attori della nostra sceneggiatura , come dico nella mia canzone “LA VITA È UN MOZZICO”. E in tante altre canzoni di Cabaret.
Anche nelle risposte a CALIFANO per cui sono stata nominata la Califfa.
La Califfa è nata prima di Paola Feny perchè prima Daniele Piombi mi faceva chiamare Sabel Sabin.
A Teletevere conobbi il signor Alfredo Lappio che aveva una radio e mi propose di fare un programma. Accettai e fu un successone. Una delle prime speaker radiofoniche che parlava velocissima e dava il buongiorno molto particolare a volte soft, a volte più aggressivo, li sgridavo , dormiglioni, poltroni. Allora i tempi erano diversi se uscivi a trovare lavoro qualcosa si trovava.
Come si chiamava la tua trasmissione?
La mia trasmissione si chiamava “Sfogati con me” e fu avvincente ricevere tutte le lamentele su tutto lo sfogo personale per i mal d’amore, e da lì nacquero anche delle poesie su aneddotti di altre persone.
Quindi tra le risposte a Califano, tra le poesie e monologhi creati per la loro storia la gente volle conoscermi e la radio organizzo il battesimo di Paola Feny. Questa voce entrata nei cuori dei radio ascoltatori.
Dopo il battesimo un evento con 8000 presenze a Monteporzio Catone con premi, festeggiamenti e partecipazioni di tutti gli ospiti cantanti, attori, ballerini, intervenuti nella mia trasmissione seguitissima mi hanno fatto anche l’onore di venire a cantare gratuitamente per onorarmi con la loro presenza e poiché molti non ci sono più preferisco non dare i nomi di nessuno, ma tutti i big ve lo assicuro.
Da allora tutte le televisioni private facevano a gara per invitarmi come ospite nei loro spettacoli.
E Paola Feny collezionava coppe e riconoscimenti ovunque. Da Radio Canale 12 sui 90.600MHZ Paola Feny aveva preso il volo, era il 1977.
Da Cantante a cantautrice e presentatrice soprannominata Tappabuchi. Uscivo per riempire i vuoti che si creano sul palco per tante ragioni e li forse ho scoperto la vena cabarettistica. Prima avevo solo fatto le sceneggiate a scuola, in parrocchia ero stata scelta da Fellini vennero a casa mia, ma mio padre li fece fuggire insultandoli.
Iniziarono i riconoscimenti di Califano per il cabaret di Remigio Paone a San Vincent al Casino in presenza di tantissimi attori era il 1980.
Tre anni pieni, 56 giorni di replica al Vecchio Bagaglino con “La Vita è un mozzico” recital cabaret di Paola Feny con il chitarrisa Claudio Talocci, con le presenze di Tony Morgan, Tony Scarfala allora contro figura di Charles Bronson. Li mi trovavo nel tempio di Gabriella Ferri, di Pippo Franco, Leo Gullotta e tutti gli attori era un onore per me recitare li.
Renato Morazzani il noto press agent mi portò a Londra, al Royal International a cantare per gli “incontri internazionali dell’economia mondiale” Ben Jorillo mi ingaggio’ per gli congresso dei medici ad Ischia con Gigi Sabani e Paola Feny per il cabaret.
Bei tempi, come quelli vissuti con la troupe di Vittorio Salvetti, con “L’invito al Sud la star Marcella Bella, con Daniele Piombi con il Cantapuglia, con Mario Minasi nel tour della Oxa ed io c’ero, era la mia gavetta di artista, tanti viaggi, tante partenze, tanti luoghi a Tempio
Pausania in Sardegna, in tutta la Sicilia, anni meravigliosi vissuti per la musica.
Quando sembrava che tutto andasse a gonfie vele stavo da ANTICAIA E PETRELLA un Cabaret a Via Monti della Farina dentro Largo Argentina stavo riprendendo la mia vita dopo le famose interruzioni di gravidanza mi stavo riprendendo il mio posto nello spettacolo, ma sono stata colpita da un’ischemia. Per fortuna transitoria, ma comunque con tanti danni, semiparalisi facciale, accartocciamento della lingua, non più il pieno possesso delle parole , dimenticanza del significato delle parole stesse, braccio sinistro e gamba sinistra, immaginatevi il mio stato d’animo.
Ero riuscita a riempire il locale a scaglioni fino alle 5 del mattino dalle 23 che iniziava lo spettacolo dopo un’ora e mezza cambio di spettatori e Paola riniziava, e ancora e ancora, spettatori da tutta Italia accompagnata dal Principe Emilio, di già avevamo creato un mito mi facevano cantare sui loro tavoli, non sul palco.
Come hai superato l’ictus?
E bene si .. per un ictus tutto questo era svanito. Addio sogni addio spettacoli
per anni mi sono fatta travolgere da un destino avverso che mi portava dalle stelle alle stalle ed ogni volta mi sono armata di coraggio e forza di volontà per ritornare a galla cosa non facile quando si va giù.
Essere quasi arrivata a Domenica In e dover battere in ritirata è stato difficile.
Ok dissi mi Risposo, voglio ritentare gioco tutto per tutto.
Ridimentico il palco e mi sposo perchè avevano chiesto ufficialmente la mia mano… e con gli anni mi resi conto di aver fatto un altro buco nell’acqua dalla padella alla brace e dalla brace all’inferno
Quindi altro divorzio, altra depressione, altri dispiaceri che non voglio elencare, ma vi assicuro molto seri, anni di abbandono.
Mi sono rifugiata nel cibo, nella pittura, la ceramica il mio vecchio amore di gioventù con un bel 30 e lode avrei potuto insegnare all’Istituto d’Arte, ma mio padre mi fece smettere 30 giorni prima del diploma.
Avendo cosi solo la terza media, non mi hanno assunta in Rai perchè mi fecero una domanda finale dopo aver passato esame di stenodattilografia con un 28/30 cosa ne pensa dell’articolo che stava in prima pagina dei rivoltosi nelle carceri che avevano dato fuoco ed erano saliti sui tetti e avevano distrutto tutto?
La mia risposta fece pensare che io pure fossi una rivoluzionaria quando cercavo solo di far capire di essere più umani e più educativi, così mi son giocata un posto che allora era di diritto, Funzionava così di padre in figlio.
Che messaggio vuoi dare?
Certo che più che una Intervista mi sembra la prefazione di un romanzo, ma in fondo è quello che è stata la mia vita.
Solo che alla fine la voglio scrivere in un altro modo…
Quindi 18 mesi, da quando mi sono iscritta su facebook ho riniziato la mia ascesa, la scalata a quel successo interrotto più volte, magari non mi crederete mi avevano chiamata alla Corrida, ad Avanti un altro a fare la chantosa e la Califfa ed è uscito fuori il maledetto virus che sta bloccando di nuovo i miei viaggi, le mie tournee.
Ma io mi sto armando di pazienza, studio brani, nuovi monologhi, pronta per il grande salto.
A chi senti di dire grazie ?
Ho grande fiducia in Daniele Morelli che intravede un futuro per me come cabarettista.
Prima dello stop virus avrei dovuto girare il nuovo DRIVE IN SHOW con la RM PRODUCTION di Isabella Stasi, ma per il momento è tutto sospeso Quando non si sa.
MIEI PROGETTI FUTURI???
Una bella commedia allegra, molto comica in teatro e anche una serie di film da vecchiettina WONDER WOMAN, una serie televisiva che non finisca mai fino ai miei 90 anni, come Paola Borbone, come FRANCA VALERI, come SANDRA MONDAINI, come MONICA VITTI, MARIANGELA MELATO, ANNA MAGNANI SOFIA LOREN le mie icone
Che augurio ti vorresti fare
L’Augurio che mi faccio e’ di spegnermi sul palcoscenico, lasciare un bel ricordo al mio pubblico che mi sta dimostrando tanto affetto, stima e solidarietà.
Grazie a
Biagio De MARTINO con il suo DEMA SHOW, mi ha dato la possibilità di esprimermi liberamente e simpaticamente con il ruolo della lettura delle mail, Grazie al suo programma andato in televisione Nazionale PRIMA LINEA ITALIA e poi CANALE ITALIA 161 sono stata vista in TV.
Un grazie a FRANCESCO ARDIN che ha pensato a PAOLA FENY per scrivere gli oroscopi comici sul magazine dell” ASI SPETTACOLO, una rivista mensile che per ora sarà ON LINE ma dal prossimo anno cartaceo.
Un buon augurio a tutti perchè se si realizzeranno i loro progetti, i loro sogni si realizzeranno automaticamente anche i miei.
Un ringraziamento a Daniele Mariotto il cui articolo firmato del Dema SHOW uscirà fra due settimane su Vip.
Auguri a tutti.
Tutti abbiamo lo stesso obiettivo vivere per lo spettacolo.
Il governo si deve rendere conto che non può distruggere teatri, locali, pub, club balere, crociere con cautela ma fateci vivere. Non si campa solo di cibo e medicine,
La musica è una medicina.
Grazie ad Alessandra, meravigliosa persona e valida giornalista
Un grazie di cuore a tutti anche ai miei affezionati fan.
Grazie al Maestro Sergio Monacelli.
grazie ad ANTONINO SPALLA che mi accompagna ovunque.
Grazie a Luigi Eugenio PERROTTA che con la sua chitarrella ha fatto tornare a Paola Feny la voglia di rimettersi in gioco, di emozionare ancora il pubblico,
Di emozionarmi io stessa, ma vi assicuro che dopo la mancanza del mio caro figlio Manuel non avevo più voglia di nulla.
Grazie a tutti gli amici e in particolare a Beatrice Pileggi che ha sempre creduto in me, saluto tutti i fan di facebook e non arrivederci perchè non finisce qui come diceva Corrado Mantoni, grazie a MIKE che mi ha nominata sua prima valletta e mi ha anche menzionata nel suo libro della carriera. Era il 1980 a MISS ITALIA REGIONALE IN SICILIA.
ARRIVEDERCIIIIII CIAOO

















Un commento
Grazie della bellissima presentazione del mio Curriculum di vita Artistica. TONY SCARF ERA LA CONTROFIGURA DI CHARLES BRONSON BRAVISSIMO ATTORE COME TONY MORGAN COLLEGHI DI UN PERCORSO MAGNIFICO. GRAZIE ALESSANDRA BAGINI, GRAZIE DANIELE MORELLI UN SALUTO A TUTTI I LETTORI UN GRANDE BACIO IMMAGINARIO A TUTTI Virus a parte. E che torni tutto presto alla normalità. Auguriamocelo. Ciao a tuttiiiiii.