Riceviamo e volentieri pubblichiamo
A Villa Wolkonsky, residenza dell’Ambasciata britannica a Roma, il Museo Nazionale dell’Automobile incontra le principali istituzioni britanniche del motorismo storico. Conservazione, ricerca, formazione e divulgazione al centro di nuove sinergie internazionali. Tra i prossimi progetti, la partecipazione alla London to Brighton Veteran Car Run con la Fiat 16/20 HP del 1903.
È intorno a questi temi che si è sviluppato Italy-UK Automotive Heritage and Innovation. Celebrating a Shared Legacy and Future Partnerships, l’incontro realizzato in collaborazione con l’Ambasciata britannica a Roma e dedicato al motorismo storico quale terreno privilegiato di dialogo tra Italia e Regno Unito.
All’incontro hanno partecipato Stephen Hickey CMG, British Ambassador to Italy and San Marino; Benedetto Camerana, Presidente del Museo Nazionale dell’Automobile; Ben Cussons, Chairman of the Judges del Royal Automobile Club; Peter Armstrong, CEO, British Motor Museum; Tomas de Vargas Machuca, CEO di HMG e Chairman di Hero Era. A moderare il confronto Davide Lorenzone, Conservatore del Museo Nazionale dell’Automobile.
Sul solco della collaborazione avviata dal MAUTO con l’Ambasciata britannica in occasione della mostra I nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi, la serata ha offerto l’occasione per approfondire il valore della cooperazione internazionale nella conservazione e nel restauro dei veicoli storici, nella ricerca e nella tutela del patrimonio documentale, nella formazione di nuove professionalità e nella diffusione della cultura dell’automobile, individuando nuove possibilità di collaborazione tra istituzioni che condividono competenze, patrimoni e obiettivi.
UNA FIAT DEL 1903 TORNA SULLE STRADE BRITANNICHE
Tra i progetti presentati a Villa Wolkonsky, particolare rilievo assume la prossima partecipazione del Museo alla RM Sotheby’s London to Brighton Veteran Car Run, in programma il 1° novembre 2026, nell’anno in cui ricorre il 130° anniversario della prima Emancipation Run del 14 novembre 1896.
Il MAUTO parteciperà con la Fiat 16/20 HP del 1903, telaio n. 599, appartenente alla Collezione del Centro Storico Fiat: una vettura la cui storia costituisce una testimonianza straordinaria dei rapporti automobilistici tra Italia e Regno Unito.
Costruito a Torino nel 1903 e destinato fin dall’origine al mercato britannico, il telaio fu spedito a Londra e successivamente dotato di una carrozzeria Rothschild. La vettura trascorse una parte importante della propria vita in Gran Bretagna e partecipò per la prima volta alla London to Brighton Veteran Car Run nel 1930, guidata da Sir Maxwell Monson.
Negli anni successivi prese parte a diverse altre edizioni della manifestazione. Dopo essere stata esposta per un periodo al Brighton Motor Museum, sede distaccata del museo di Beaulieu, all’inizio degli anni Settanta fu riportata a Torino grazie alla collaborazione tra FIAT UK, Centro Storico Fiat e Beaulieu Motor Museum.
La partecipazione all’edizione 2026 assume quindi il valore di un vero e proprio ritorno: oltre un secolo dopo il suo primo arrivo in Gran Bretagna, la Fiat 16/20 HP torna sulle strade britanniche che hanno accompagnato una parte fondamentale della sua storia.
La London to Brighton rappresenta da tempo un importante appuntamento internazionale per il Museo, che negli ultimi anni vi ha partecipato con alcune delle vetture più significative delle proprie collezioni: la Peugeot Tipo 3 del 1892, la Fiat 4 HP del 1901, la Fiat 130 HP del 1907 e l’Automobili Giuseppe Ricordi 8 HP Break del 1899.
“Per il Museo Nazionale dell’Automobile è motivo di grande orgoglio partecipare da diversi anni alla London to Brighton Run, organizzata dal Royal Automobile Club, uno degli appuntamenti internazionali più importanti e prestigiosi dedicati alle vetture veterane. La partecipazione alla Run rappresenta per noi un’occasione unica per condividere con un pubblico internazionale la conoscenza della storia dell’automobile e il grande lavoro che il Museo porta avanti ogni giorno nella conservazione, nella tutela e nel restauro dei veicoli storici. Essere presenti alla London to Brighton significa contribuire concretamente alla valorizzazione di questo straordinario patrimonio, mantenendolo vivo e accessibile alle generazioni future.”
Benedetto Camerana, Presidente del Museo Nazionale dell’Automobile.
La presenza del MAUTO alla manifestazione consente di riportare i veicoli storici nel contesto dinamico per il quale furono progettati e, allo stesso tempo, di sviluppare relazioni e occasioni di confronto con musei, club, collezionisti e istituzioni internazionali impegnati nella tutela del patrimonio automobilistico.
DALLA CONSERVAZIONE ALLA TRASMISSIONE DELLE COMPETENZE
La possibilità di riportare su strada vetture storiche e farle partecipare a manifestazioni internazionali di grande rilievo è il risultato di un lavoro quotidiano di conservazione, manutenzione e ricerca condotto dal Centro di Conservazione e Restauro del Museo Nazionale dell’Automobile. Un’attività svolta con competenza, continuità e attenzione, che consente di preservare l’autenticità dei veicoli e, quando le condizioni conservative lo permettono, di mantenerne viva anche la parte dinamica.
Le competenze sviluppate dal Centro non restano circoscritte all’attività interna del Museo, ma vengono condivise e trasmesse attraverso la Winter School – Il restauro dell’automobile d’epoca, organizzata annualmente dal Museo in collaborazione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. Il percorso formativo mette a disposizione di studenti, giovani professionisti ed esperti del settore conoscenze, metodologie ed esperienze maturate sul campo, contribuendo alla crescita di una cultura della conservazione sempre più specialistica e condivisa.
La salvaguardia del patrimonio automobilistico richiede oggi competenze sempre più specialistiche. Le automobili storiche sono infatti beni complessi e polimaterici, nei quali materiali, tecnologie, meccanica, design e funzionalità pongono questioni conservative differenti rispetto a quelle proprie di altre categorie del patrimonio culturale.
“Conservare il patrimonio automobilistico significa preservarne la materia e la funzionalità, ricostruirne la storia, custodirne gli archivi e, soprattutto, creare le condizioni perché questo patrimonio continui a essere conosciuto, studiato e condiviso. La dimensione internazionale rappresenta un elemento essenziale di questo percorso: lo scambio tra musei, centri di ricerca, restauratori, collezioni e istituzioni permette infatti di confrontare metodologie, condividere esperienze e costruire riferimenti comuni per un ambito della conservazione ancora in forte evoluzione”.
Davide Lorenzone, Conservatore del Museo Nazionale dell’Automobile.
La terza edizione della Winter School si terrà dal 9 al 13 novembre 2026.
Il programma mette in relazione l’esperienza maturata nel restauro delle opere d’arte con le competenze specifiche sviluppate nel settore dei veicoli storici, attraverso lezioni, dimostrazioni, laboratori, workshop e visite. Rivolta a studenti, giovani laureati, restauratori, professionisti ed esperti del settore, la Winter School nasce con l’obiettivo di trasmettere conoscenze e metodologie e contribuire alla formazione di nuove professionalità dedicate alla conservazione del patrimonio automobilistico.
NUOVI PROGETTI TRA ITALIA E REGNO UNITO
Il dialogo sviluppato a Villa Wolkonsky guarda anche ai prossimi progetti internazionali del Museo. Tra questi, la prospettiva di riportare sulla strada la Itala 35/45 HP del 1907, protagonista della leggendaria Pechino–Parigi, in occasione della prossima rievocazione del raid organizzata dalla britannica Hero Era.
Un progetto che, insieme alla partecipazione alla London to Brighton e alle collaborazioni avviate con le istituzioni britanniche, interpreta un principio centrale nell’attività del MAUTO: conservare un’automobile storica significa preservarne l’autenticità e la memoria, ma anche continuare a studiarla, raccontarla e, quando le condizioni conservative lo consentono, restituirle la dimensione dinamica per la quale è stata concepita.
L’incontro di Roma consolida così un sistema di relazioni che mette in dialogo competenze e patrimoni italiani e britannici e apre a nuove opportunità di collaborazione nei campi della conservazione, della ricerca, della formazione e della divulgazione, rafforzando il ruolo dei musei dell’automobile come luoghi di studio e tutela e, allo stesso tempo, come piattaforme internazionali capaci di mantenere vivo e accessibile un patrimonio tecnico, culturale e sociale condiviso.
MAUTO – MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE Fondato nel 1933 da Carlo Biscaretti di Ruffia, il Museo Nazionale dell’Automobile conserva una collezione di oltre 200 vetture originali di 80 diverse marche che raccontano l’evoluzione storica dell’invenzione che ha cambiato il mondo: dalle carrozze a vapore di fine Ottocento ai capolavori di design degli Anni Cinquanta, dalle protagoniste di corse epiche e viaggi memorabili ai prototipi che hanno guidato gli orientamenti futuri della ricerca. Lo spettacolare allestimento scenografico contestualizza ogni singola vettura, creando un racconto che accompagna il visitatore alla scoperta di momenti storici, movimenti culturali e sociali, conquiste tecnologiche e scoperte scientifiche che l’automobile ha attraversato e influenzato, in un costante slancio di innovazione. A completare il percorso museale, il Centro di Documentazione che porta avanti attività di archiviazione e ricerca insieme al Centro di Conservazione e Restauro, che conduce quotidianamente attività di conservazione e ripristino dei veicoli storici.







