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Intervista con la scrittrice Marlene Ravetti

In vista dell’incontro di domani, giovedì 1 ottobre alle ore 17:45 alla Biblioteca Italo Calvino – Lungo Dora Agrigento 94 Torino- abbiamo intervistato la scrittrice Marlene Ravetti.
Torinese trasferita a Pino Torinese, laureata in filosofia, appassionata di scrittura, che durante la pandemia ha cominciato a trasformare in mestiere.
Si muove da sempre tra poesia, racconto e romanzo.
Occasione dell’appuntamento, la presentazione del suo secondo romanzo “I giardini della mente” pubblicato da Neos Edizioni a marzo.

Durante il firmacopie finale, il pubblico potrà acquistare i libri e farseli dedicare dall’autrice.

Presentati
Sono Marlene Ravetti, nata a Torino nel 1977, vivo a Pino Torinese.
Maturità classica al Liceo M. D’Azeglio e laurea con lode in Filosofia,  all’Università di Torino. 
Ho sempre amato scrivere.
La mia prima opera è stata un libro di argomento filosofico: “Le tenebre e la luce in Carl Gustav Jung“.
In passato ho collaborato con un piccolo editore per alcune biografie romanzate. Sono anche autrice di versi.
Ho partecipato a concorsi letterari, ricevendo una Menzione d’Onore per la poesia “Abissi”.
Da tre anni mi dedico alla narrativa con continuità, grazie ad una produttiva collaborazione con Neos Edizioni.
Nel 2023 ho pubblicato il mio romanzo “Giochi di vita“.
Nello stesso anno, ho partecipato con un mio racconto all’antologia “Spirito d’estate – Di castello in castello”.
Nel 2024 il mio racconto “Di tutti i miei colori”, è stato pubblicato nell’antologia “Spirito d’estate – Per i monti e per le valli.”
Sono anche stata finalista della seconda edizione del Premio di Narrativa “Parole in collina” con il racconto “Alla ricerca del Barolo perduto”, pubblicato nell’antologia “Monferrato. Terra di borghi e di città“. 
Nel marzo 2026 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, “I giardini della mente“.
“Giochi di vita“, è stato fra i finalisti del concorso “Match Piemonte. Dal libro allo schermo”, nato dalla collaborazine tra Regione Piemonte, Fondazione Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte e sta prendendo parte al concorso letterario “Tre colori”, nell’ambito del “Festival Internazionale Inventa un film” di Lenola, in provincia di Latina.
Per l’Anno Accademico 2026-2027 sono entrata a far parte del corpo docenti dell’UniTre di Pino Torinese.

Racconta la tua storia
Fin dagli anni dell’adolescenza ho sempre amato scrivere e coltivato il sogno di pubblicare, un giorno, un mio romanzo.
Durante l’Università scrivevo nel tempo libero ed ho cominciato a partecipare a concorsi di poesie e di racconti brevi.
Lavorando ho dovuto mettere un po’ da parte questa mia passione che, per trasformarsi da un hobby ad un mestiere, richiede continuità.
Durante il lockdown, ho approfittato della pausa forzata da impegni, riunioni e viaggi per scrivere full time.
Da allora questa attività è diventata il mio lavoro ed ho cominciato a pubblicare libri e racconti.

Come è nata la passione per la scrittura?
Per me la scrittura c’è sempre stata. Come rifugio per elaborare le prime grandi emozioni, le insicurezze e le tempeste interiori, tipiche degli anni della crescita.
La pagina bianca è sempre stata l’unico posto in cui potermi esprimere senza filtri.
Ricordo che scrivevo lunghe lettere, spesso senza farle arrivare al destinatario.
Scrivere è un’attività che mi ha sempre fatto stare bene, che fa parte di me.
Ho sempre cercato di dar forma al bisogno di scrivere in racconti, diari e poesie, coltivando il desiderio di creare mondi miei e pubblicare le mie storie.

Cosa provi quando scrivi?
Mi sento separata dalla realtà, come in una bolla, in una condizione in cui il tempo sembra fermarsi.
Una domenica, ho scritto al computer per così tante ore di fila da procurandomi una forte infiammazione al braccio: ero così assorta, che avevo perso la nozione del tempo e non mi ero resa conto di aver adottato una pessima postura.
Lavorando alla prima stesura de “I giardini della mente” non riuscivo a smettere di scrivere ed ero infastidita dalle inevitabili interruzioni dovute agli altri impegni.
Mi affeziono molto ai miei personaggi e con loro vivo tante esistenze parallele, che tendono poi a riaffiorare nella mia vita reale. Mi capita di parlare di loro come se esistessero veramente e, quando arrivo alla fine di un libro, poi ne sento la mancanza. 
In ognuno di loro c’è tanto di me, anche se ognuno ha il proprio carattere ed il proprio modo di reagire nelle situazioni che racconto.

Tu scrivi poesie, racconti, romanzi. Come nascono? 
Principalmente da emozioni vissute e fatti realmente accaduti. Anche se c’è molto di me, l’atto di scrivere trasfigura la realtà. I frammenti personali diventano materiale al servizio della narrativa o della poesia e subentra il distacco necessario per lavorare tecnicamente. Scrivere è un mix di introspezione psicologica e razionalità.

Quando hai capito che la tua passione per la scrittura stava diventando una professione?
Nel momento in cui questa mia attitudine innata ha trovato la sua disciplina e la necessaria continuità, ho desiderato far uscire i miei scritti dal cassetto della scrivania e pubblicare, per avere un feedback da editori e lettori.
Ho capito che mi piace che la mia passione diventi, oltre che analisi interiore, uno sguardo sulla realtà esterna ed uno strumento per raccontare il mondo e la società. 
Essere autrice di libri non vuol dire soltanto scrivere, ma anche occuparsi di ogni aspetto promozionale, facendo in modo che le opere ricevano visibilità.
Ho dovuto apprendere tecniche di social media marketing e cerco di svolgere da sola questa mansione, in modo sempre più professionale, con l’intento di arrivare a sviluppare profili social dedicati esclusivamente alla mia attività letteraria.
Devo ammettere, però, che non è un compito molto in linea con la mia indole poco commerciale e con il mio carattere, a tratti molto riservato. Basti pensare che ho aperto tutti i miei contatti social solo nel 2023, pochi mesi prima che uscisse il mio primo romanzo.
Sono canali indispensabili per svolgere questo lavoro, ma mi sto ancora adattando a usarli nel modo migliore e a conviverci quotidianamente. 
Quella dello scrittore è una professione a tutti gli effetti: scrivere, gestire i rapporti con casa editrice ed editor, organizzare presentazioni, cercare location adatte agli eventi, interfacciarsi con Assessori alla Cultura, bibliotecari, organizzatori, partecipare a Fiere del Libro e firmacopie, preparare il materiale per partecipare a bandi e concorsi letterari, gestire interviste, stampa, podcast, radio, diffondere locandine ovunque, via e-mail e su tutti i canali social, pubblicare post, storie, gestire i propri profili, creare una community di lettori con cui interagire, fare public relations in presenza e far costantemente pubblicità ai propri romanzi.
Più impegnativo di molti lavori d’ufficio, dove sei tu stesso il tuo datore di lavoro.
Il motore di tutto questo è la passione, che porta a raggiungere soddisfazioni, senso di realizzazione e gratificazioni, che non hanno prezzo. 
Sarebbe bello se si trattasse soltanto di scrivere libri!

C’è un evento che ricordi volentieri in questo percorso?
La prima presentazione ufficiale del mio primo romanzo, il 14 giugno 2023. 
Vedere la grande sala di quella biblioteca, gremita di gente, che assisteva al mio esordio, mi ha emozionata profondamente, anche perché alcune delle persone presenti tra il pubblico erano a conoscenza della mia passione per la scrittura ed è stata una gioia immensa festeggiare con loro la realizzazione del mio sogno, poco dopo aver partecipato al mio primo Salone Internazionale del Libro di Torino come autrice.

Negli ultimi anni hai pubblicato due romanzi. Ce ne parli brevemente?
“Giochi di vita”parla di un’amicizia un po’ atipica, nata e coltivata tra due persone che non si sono mai viste.
Una donna amante della matematica e dell’enigmistica, decide di inventare un game simile al Sudoku e di lanciarlo online, nonostante si accosti con diffidenza e circospezione al mondo del web. Tra gli sfidanti, che incontra, instaura una comunicazione “speciale” con il poliziotto Edoardo Scilli, con cui condivide lo stesso grande interesse per i giochi enigmistici. Insieme affrontano temi importanti del loro privato e della società, in un momento esistenziale e storico molto difficile.
In “I giardini della mente” la protagonista Lavinia si risveglia in una casa che non riconosce, con un vuoto inquietante nella mente: non ricorda chi sia, né come sia arrivata lì. Scopre di trovarsi a Torino, città in cui pare vivere da tempo, ma di cui non conserva alcuna memoria. Un’amnesia improvvisa e causata da un trauma misterioso, la costringe a ricostruire la propria identità, a partire da indizi minimi: un diario, dei post sui social ed i propri documenti.
In un parco torinese conosce Maddalena, una donna anziana che sembra sfidare il tempo, ritrovando sull’altalena un senso di libertà e spensieratezza.
La signora novantenne ama particolarmente cullarsi nei ricordi legati alla sua giovinezza, raccontando fatti risalenti alla prima metà del secolo scorso, alla Torino di quei tempi.
Questa nuova amica diventa per Lavinia un punto fermo nel suo smarrimento, un simbolo di resistenza e vitalità.

Una tematica centrale in entrambi i libri è il confronto generazionale. Perché per te questo argomento è così importante?
Perché trovo che l’incontro tra giovani e anziani sia uno scambio reciproco, un dono, un processo educativo e relazionale, che arricchisce entrambe le generazioni.
Penso che la relazione giovane-anziano non sia mai unilaterale: gli anziani beneficiano delle energie dei giovani, del loro entusiasmo e delle loro competenze al passo con la modernità, come ad esempio quelle digitali -In “Giochi di vita” ho trattato anche il tema del rapporto con la tecnologia-, ma i giovani traggono beneficio dalla saggezza ed esperienza delle persone anziane.
Inoltre, nelle pagine che scrivo è sempre presente la mia amata nonna Lucia, punto di riferimento nella mia esistenza fino ai suoi cento anni e mezzo di età.
Le generazioni più anziane rappresentano “un ponte” verso il passato, trasmettendo conoscenze pratiche e quella straordinaria saggezza, che offre ai giovani una preziosa prospettiva, aiutandoli ad affrontare le difficoltà con maggiore fiducia e a costruire la propria identità.
Questo legame intergenerazionale aiuta a contrastare l’isolamento sociale delle persone anziane. 
Il termine “vecchiaia”, purtroppo, porta sempre con sé una sorta di connotazione negativa e la persona è troppo spesso considerata sotto una prospettiva medicalizzante.
Quando non si è in presenza di una condizione emergenziale dovuta a problemi di salute, ma a una semplice questione anagrafica, penso che sia bene rapportarsi alla persona in là con gli anni ascoltandola e rispondendo alle sue esigenze soprattutto di carattere psicologico, nell’ambito di un concetto di Cura che va ben oltre il pregiudizio sociale, che permea la società.

Quali sono i progetti futuri?
Quello più imminente è la presentazione del mio romanzo presso la Biblioteca Civica Italo Calvino di Torino, il 01/10/2026 alle ore 17:45.
A condurre l’incontro sarà Paola Castaldi, curatrice letteraria per hobby, che mi ha già presentata in diverse occasioni.
L’attrice Federica Fiorentino leggerà alcune pagine significative scelte da me. 
Sempre nel mese di ottobre, a Torino ci sarà un firmacopie nell’ambito della manifestazione “Portici di Carta”.
Tra aprile e maggio 2027 (06, 20 aprile e 04 maggio) terrò un ciclo di incontri presso l’UniTre di Pino Torinese con la Dottoressa e pedagogista Luisa Piarulli, che ha curato la Postfazione del mio ultimo libro. 
I temi saranno l’importanza dei legami intergenerazionali e del rapporto tra giovani e anziani per contrastare l’isolamento sociale, i pregiudizi e gli stereotipi, la Cura come arte del vivere ed infine alcune proposte pedagogiche per abitare la vecchiaia con dignità e progettualità.

Una frase che senti tua
“Dove c’è la tua paura, lì è il tuo compito”, frase di Carl Gustav Jung, che ho inserito a inizio libro.
Il mio ultimo romanzo è stato nella mia mente da quando mia nonna è mancata, nel 2020. 
Era come se desiderassi scrivere di lei, ma non mi sentissi ancora pronta e avessi timore di stare troppo male nel ricordare.
Avevo paura che fosse troppo doloroso rivivere, mettere per iscritto e rammentare i momenti con lei a causa dell’infinita nostalgia, della mancanza e del senso di vuoto, che provavo.
Questa bellissima frase mi ha guidata. 
Il pensiero dello psichiatra e filosofo Jung mi ha sempre affascinata, tanto che mi sono laureata con una tesi su di lui.
Questo sentimento ha accomunato me e Lavinia, come una sorta di appiglio per imparare ad attraversare le difficoltà. Affrontare ciò che temiamo non significa eliminarlo, ignorarlo, bensì ascoltarlo per darsi la possibilità di superarlo, o almeno per iniziare a stare meglio. La paura segnala l’area precisa da cui dobbiamo partire per lavorare su noi stessi. Non è un ostacolo da evitare, ma indica il percorso da intraprendere.

A chi senti di dire grazie? 
A mia nonna Lucia, che mi ha sempre incoraggiata e sostenuta nei miei progetti e nella realizzazione delle mie aspirazioni.
Ho dedicato la mia ultima opera a lei, come omaggio alla sua memoria, infatti l’altra protagonista del mio romanzo è Maddalena, personaggio, che custodisce e perpetua il ricordo di mia nonna, che ha sempre incarnato una vecchiaia ottimista e brillante.
Con questo libro ho voluto tenere in vita i suoi insegnamenti, la saggezza e i valori che ha trasmesso nel corso della sua esistenza, lunga 100 anni.

Un sogno nel cassetto
Sarei felice se da “I giardini della mente” venisse tratto un film o una serie TV. Mi piacerebbe che non restasse solo un libro, in modo che il suo messaggio raggiungesse non solo i lettori, ma anche gli spettatori.
Spero che questo mio romanzo possa aiutare a contrastare la diffusa visione medicalizzante ed emergenziale del rapporto con le persone anziane e che il suo messaggio si diffonda per sensibilizzare più persone possibili, in modo che si possano creare occasioni di dibattito e di confronto sul delicato tema del ricorso alle RSA per prendersi cura dei propri cari.

Dove possiamo trovarti?
Alle prossime presentazioni, ai miei eventi, alle Fiere del Libro, ai firmacopie, a Portici di Carta e al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino. I miei romanzi sono acquistabili in tutte le librerie su ordinazione, sui principali siti di distribuzione on-line, durante i miei eventi, sul sito della mia casa editrice Neos https://neosedizioni.it e su Amazon https://amzn.eu/d/0cPHQnbv

Vuoi aggiungere i link dei social?
Mi trovate sui social semplicemente digitando il mio nome e cognome.
Facebook: https://www.facebook.com/share/1WGaqpWsZR/
Instagram: https://www.instagram.com/marlene_ravetti?stkn=N3VrcW5jcnI5aGw0_

Qui alcuni video e videorecensioni del mio romanzo “I giardini della mente”:
https://youtu.be/VrKJBPqsNEg?si=-TlZVvcxIrGCM5ff
https://www.instagram.com/p/DW_9tvBDCMa/?img_index=3&stkn=MTBzYWlkOGlkZWF0bQ==

Romanzi:
2023 “Giochi di vita” Neos Edizioni
2026 “I giardini della mente” Neos Edizioni

Paola Castaldi

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