Da domani martedì 29 settembre in onda in prima serata su Rai 1 e Rai Play Tutto l’amore che resta la serie diretta da Andrea Rebuzzi con Raoul Bova, Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Fiorenza Pieri, Federica Pagliaroli e Chiara Bordi.
Basata sulla serie originale Lycée Toulouse-Lautrec creata da Fanny Riedberger, la serie racconta la realtà di un liceo fuori dagli schemi, guidato dal preside Stefano Fogli, interpretato da Raoul Bova, dove le differenze non sono ostacoli ma diventano parte di un percorso comune di crescita e scoperta.
Tutto l’amore che resta è una coproduzione Rai Fiction – Fabula Pictures ed è prodotta da Marco e Nicola De Angelis (APA).
L’opera è realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

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Regia di Andrea Rebuzzi
con: Raoul Bova, Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese, Fiorenza Pieri, Federica Pagliaroli, Chiara Bordi
SINOSSI
Stefano Fogli è il preside e fondatore del Liceo Helen Keller, un istituto che fa dell’inclusione il proprio valore fondamentale, accogliendo studenti con e senza disabilità in un unico percorso di crescita, apprendimento e condivisione. Per lui le esigenze dei propri alunni e le sorti della scuola sono la priorità: la sua non è solo una missione professionale, ma ha ragioni profonde legate alla malattia del figlio.
Tra i nuovi studenti c’è Vittoria, una sedicenne della Roma bene costretta a trasferirsi in provincia, poiché la madre ha iscritto lei e il fratello autistico Matteo al liceo. Dopo l’iniziale rifiuto per la nuova realtà in cui si trova, Vittoria dovrà superare i propri pregiudizi per diventare parte di un gruppo di ragazzi affiatati, alle prese con i problemi tipici dell’adolescenza: la ribellione nei confronti di genitori iperprotettivi, le prime esperienze sentimentali, i complicati rapporti d’amicizia e gli ostacoli derivanti dalle loro disabilità. Il cammino di crescita personale di Vittoria verrà sconvolto da un evento oscuro del passato che riaffiorerà con forza per metterla alla prova, costringendola a scegliere tra sé stessa e ciò che è giusto fare.

NOTE DI REGIA
Ho accolto la sfida di questa serie con una curiosità radicale, spinto dal desiderio di confrontarmi con un territorio per me ancora inesplorato: l’universo della disabilità. Per quanto si possa tentare di immaginare gli ostacoli che certe condizioni impongono, è stato solo mettendole in scena –vivendo ogni avventura e disavventura accanto ai personaggi – che ho sfiorato una percezione nuova, più autentica e profonda, di cosa significhi convivere con il limite. Ma nel farlo, ho voluto cercare l’altra faccia della medaglia. Mi sono chiesto: e se queste stesse fragilità non fossero solo barriere, ma diventassero il trampolino di lancio per espandere le capacità emotive e sensoriali di chi le vive?Saranno gli occhi di Vittoria, una ragazza di città senza disabilità, a guidare il pubblico in questo viaggio. Catapultata in una scuola che fa dell’integrazione la propria missione, Vittoria – e noi con lei – scoprirà gradualmente che quel mondo all’apparenza così distante ed enigmatico risponde, in realtà, alle stesse identiche leggi del cuore a cui tutti siamo abituati. I sentimenti, i primi amori, i conflitti della tardo-adolescenza non cambiano: semmai, si amplificano.
Ogni ragazzo e ragazza vive la propria condizione in modo unico: c’è chi risponde con la rabbia, chi con l’ironia, chi con una faticosa accettazione. Accanto a loro, il mondo degli adulti – in particolare quello dei genitori – apre uno squarcio su un dolore e una dedizione speculari, esplorando il punto di vista di madri e padri in un modo che raramente trova spazio sullo schermo.
Abbracciando questa coralità di sguardi, la serie non vuole essere un manifesto didascalico, ma un potente racconto generazionale. Un melodramma moderno dove le barriere fisiche si dissolvono per lasciare spazio all’unica cosa che conta davvero: l’intensità delle passioni umane.
Ufficio stampa BoomPR







