Home / ModerNews / Musica / ModerNews incontra Anela: Scena & Studio

ModerNews incontra Anela: Scena & Studio

Chi sei come artista? Com’è nato il tuo rapporto con l’hard techno?

​”Premetto che quando ero più giovane l’hard techno e la techno esistevano già, ovviamente, ma io odiavo assolutamente quel genere musicale e non sopportavo l’ambiente di chi lo frequentava; proprio non riuscivo a capirlo. Poi, di punto in bianco, le cose sono cambiate. Sono diventata mamma a vent’anni e ho dovuto fare il mio percorso come madre e come moglie; quando le bimbe sono cresciute e ho iniziato ad avere un pochino più di libertà per uscire, sono entrata in un club dove si teneva una serata techno insieme a mio marito e mia cognata.

Non me lo so spiegare, ma lo paragono spesso a un colpo di fulmine. Come si fa a spiegare l’amore? Non si può. Eppure, appena entrata in quel locale, la mia mente e tutta me stessa si sono connesse all’istante con quell’atmosfera e con il DJ dietro la console. In quel preciso momento mi sono rivista lì, a fare esattamente tutto quello che sto combinando adesso. Direi che la mia nascita nel mondo techno è stata questa [ride]. La potrei definire proprio così.”

Come definiresti la tua hard techno in 3 parole?

​”Definirei la mia musica con queste tre parole: potenza, connessione e libertà.”

Hard techno, schranz, acid techno… tu dove ti posizioni? O preferisci non avere etichette?

“Direi che ho uno stile molto libero. Alla fine la techno – che sia tech house, techno pura o melodica – è fatta di filoni diversi ma strettamente collegati tra loro. Preferisco non avere etichette perché amo spaziare molto anche nelle mie produzioni e non mi soffermo mai su un unico genere. Ovviamente rimango sempre nell’ambito della techno e delle sue sfaccettature, tenendomi lontana dalla commerciale o dalla dance, ma muovendomi comunque in un campo molto ampio.”

C’è un suono/kick/drum che non può mancare nei tuoi set? Da dove nasce?

​”Nelle mie tracce e nei miei set – ma in fondo in una parte importante della mia vita – non può mai mancare il kick. Secondo me, quando una traccia o un set hanno un bel kick potente, un bel ‘calcio’, l’80% del lavoro è fatto. È logico che poi, a parer mio, la melodia sia l’elemento che cattura e trattiene la gente, ma il kick di base è ciò che dà la vera potenza alla traccia. Quindi sì, direi assolutamente il kick.”

Desiree Fadda

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *