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A tu per tu con l’autore Marco Galizia

Qual è stata la primissima scintilla (un’immagine, una frase, un sogno) che ha dato vita al tuo primo libro?

Ho scritto il mio primo libro “Oltre gli Scalini” a settembre 2025 perché sentivo la fortissima necessità di esprimere e raccontare le situazioni di disagio dovute alle Barriere Architettoniche, che vivevo quotidianamente girando per le città con mia moglie disabile sulla sedia a rotelle.
Era una necessità di “urlare” alla gente e alle Istituzioni la mia rabbia per l’indifferenza mostrata verso queste problematiche.

C’è un elemento autobiografico nascosto tra le pagine dei suoi romanzi?

Si certamente, l’ispirazione principale dei miei 3 libri e nata da aspetti di vita vissuta in prima persona. La Disabilità e le Barriere Architettoniche, Lo Sport Paralimpico e Le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali vissute in prima persona non come atleta ma come addetto agli Accrediti del CIO.

Se dovesse descrivere il tema centrale dei suoi libri in sole tre parole, quali sarebbero?
Disabilità, Inclusione, Famiglia

Quali autori o letture hanno influenzato maggiormente il suo stile ?

In realtà confesso che purtroppo non sono mai stato un lettore accanito di generi particolari, ma ho sempre cercato di leggere un po’ di tutto su vari argomenti e temi che in quel momento mi interessavano. Credo in questo modo di aver allargato il più possibile i miei orizzonti culturali.

Quale dei suoi personaggi le ha fatto faticare di più e quale, invece, si è “scritto da solo”?

Sicuramente il più complicato è stato il mio primo libro in assoluto scritto l’anno scorso “Oltre gli Scalini”, forse proprio perché era il primo scritto all’età di 65 anni. Non avevo mai scritto nulla prima ma la fortissima esigenza di esprimere e fare conoscere questi aspetti su un argomento così “forte” mi ha aiutato moltissimo.
Quello che invece è stato più “semplice” e come si dice si è “scritto da solo” è il terzo libro scritto pochi mesi fa perché racconta uno spaccato di vita di 20 anni, mio e della mia famiglia, iniziato con il magnifico periodo delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona come responsabile degli
Accrediti Atleti, Stampa, Personaggi VIP e Capi di Stato e membri del CIO. Avevo con me come volontario mio figlio diciottenne ed è stata una esperienza fantastica ed unica per noi e per la Città di Torino.

Qual è il complimento più bello o inaspettato che ha ricevuto da un lettore?

Quando ho scritto il mio primo libro ero certo che sarebbe interessato a pochi ed era più che altro un mio sfizio e necessità di esternare delle mie sensazioni, ma in realtà mi sono reso conto che mi sbagliavo e di molto perché ha avuto un successo e suscitato un interesse insperato, Il complimento più bello che mi ha addirittura
commosso è stato un messaggio ricevuto su WhatsApp di una ragazza che ha letto il mio secondo libro e che mi ha scritto:

“Ciao caro Marco, ho appena terminato di leggere la storia di Elisa. Io sono il tipo di persona che, per leggere un testo di un racconto o un libro, ha bisogno di dedicarsi completamente al testo e di immergersi nelle sue pagine. La storia di Elisa mi ha profondamente emozionata e mi ha fatto riflettere. Posso dirti sinceramente che un
racconto così meritava il primo premio, perché riesce a toccare tutte le corde dell’animo umano. È una storia intensa, autentica e capace di lasciare qualcosa dentro a chi la legge. Ti porta a riflettere sulla vita, sulle difficoltà.
Grazie per averla scritta. Grazie davvero di cuore per aver condiviso una testimonianza così bella e significativa.
Mi considero davvero fortunata ad avere nella mia vita persone che, attraverso la loro esperienza e il loro modo di affrontare le difficoltà
, continuano a insegnarmi ogni giorno il vero valore della vita e l’importanza di non arrendersi mai.
Ti abbraccio con affetto e ti rinnovo i miei più sinceri complimenti per questo bellissimo racconto.”
Queste parole sono la più bella cosa che mi potesse accadere come scrittore.

Come vive il rapporto con le recensioni, specialmente quelle negative?

Come ho detto, io non mi considero ancora uno scrittore e sinceramente finora ho ricevuto una sola vera recensione o commento che è quella citata prima e per fortuna è stata molto positiva. Comunque, credo che le eventuali recensioni negative debbano essere prese come consiglio e sprone a fare meglio.

Se potesse cenare con tre scrittori del passato, chi inviteresti?

Shakespeare, Italo Svevo, Garcia Marquez

Un consiglio spassionato a chi ha un romanzo nel cassetto e non ha il coraggio di aprirlo.

Consiglio di credere in se stessi e nelle proprie possibilità perché solo così si possono raggiungere traguardi e risultati insperati.
Scrivete e pubblicate il vostro romanzo senza timori !!!!
Io l’ho fatto ed ho scoperto orizzonti nuovi, successi e soddisfazioni che mai avrei pensato di raggiungere

Desiree Fadda

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