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BACKROOMS, IL MONDO VUOTO

Un film di Kane Parsons con Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett e Lukita Maxwell

BACKROOMS è arrivato in Italia in oltre 300 sale grazie ad I Wonder Pictures – ben due giorni prima dell’uscita americana, il 27 maggio, e in anticipo rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo. Un evento eccezionale, così come l’accoglienza registrata per la prima proiezione per il pubblico tenutasi a Bologna, che ha totalizzato oltre 700 spettatori.

Dopo aver terrorizzato milioni di persone con la sua omonima serie found-footage diventata virale sul web (oltre 77 milioni di visualizzazioni solo per il primo video), Kane Parsons, classe 2006 – il più giovane autore a firmare un film A24 – dirige la sua prima opera per il grande schermo.

Angoscia, spaesamento e una forte sensazione perturbante pervade tutto il film, come anticipato dai due trailer diffusi in cui i protagonisti (Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve) si aggirano per stanze vuote e corridoi senza uscita, con muri ricoperti dall’iconica carta da parati giallastra, sotto la luce sfarfallante dei neon. Sono le Backrooms: una dimensione liminale e potenzialmente infinita in cui puoi trovarti senza preavviso attraversando con un glitch la barriera della realtà.

Apparse per la prima volta nel 2019 su un forum online, le Backrooms sono uno dei più affascinanti e inquietanti miti moderni nati sul web, un fenomeno che ha ridefinito i codici dell’horror contemporaneo dando vita a un immaginario sterminato e a un universo narrativo collettivo costruito dagli utenti, fatto di corridoi infiniti e ambienti apparentemente familiari ma profondamente disturbanti. Un universo espanso attraverso video, racconti e videogame che ha trasformato una semplice suggestione visiva in una vera e propria mitologia contemporanea, capace di generare milioni di contenuti e teorie online.

Nel cast, troviamo i candidati agli Oscar Chiwetel Ejiofor (Bridget Jones – Un amore di ragazzo) e Renate Reinsve (Sentimental Value)Mark Duplass (The Morning Show) e i giovani talenti Finn Bennett (A Knight of the Seven Kingdoms) e Lukita Maxwell (Shrinking).

Prodotto da A24 e da James Wan (il cineasta che ha dato vita a saghe come Saw, Insidious e The Conjuring)BACKROOMS, diretto da Kane Parsons e scritto dallo stesso Parsons insieme a Will Soodik, è nei cinema italiani da oggi 27 maggio con I Wonder Pictures.

SINOSSI UFFICIALE: Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi…

Dal genio di Kane Parsons, a.k.a. Kane Pixels, l’attesissimo film tratto dal fenomeno globale che ha terrorizzato il web, con i candidati all’Oscar Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve.

TRAILER italiano ufficiale Youtube – https://youtu.be/Glc2LWw_S5g , https://youtu.be/AmSzBEpFP3c

SITO WEB https://iwonderpictures.it/backrooms/

CHI E’ KANE PARSONS

Kane Parsons (nato nel 2005), meglio conosciuto online come Kane Pixels, è uno YouTuber anglo-americano noto per i suoi cortometraggi. I contenuti di Kane sono costituiti principalmente da cortometraggi e animazioni. Ha realizzato film basati su Backrooms e animazioni basate su Attack on Titan. Ha un secondo canale, Not Kane Pixels, dove carica musica. Kane ha creato il suo canale il 13 aprile 2015, dove ha caricato il suo primo video solo il 22 ottobre 2017. Nel febbraio 2021, avrebbe iniziato a pubblicare video animati basati su Attack on Titan. Questi hanno avuto un grande successo e avrebbero fatto esplodere la crescita del suo canale. Kane ha raggiunto i 100.000 abbonati nel marzo 2021.

Qui il canale: https://youtube.com/@kanepixels?si=dC7tUmfQDd1yq6SI

  • Analog Influence: il suo caratteristico stile «horror analogico» è stato ispirato dal suo desiderio di far sembrare i Backrooms un «ricordo mal ricordato» della fine degli anni ’90 e dei primi anni 2000.
  • VFX autodidatta: Parsons è completamente autodidatta negli effetti visivi e nell’animazione. Ha imparato a usare Blender e Adobe After Effects principalmente attraverso tutorial online.
  • Primi inizi: il suo interesse per la creazione di ambienti virtuali è iniziato all’età di 10 anni mentre giocava al videogioco LittleBigPlanet, dove si è concentrato sull’illuminazione e sulla progettazione ambientale.
  • Espansione del genere: Beyond The Backrooms, è il creatore della serie web thriller misteriosa The Oldest View, che presenta un centro commerciale sotterraneo basato sul vero (e ora demolito) Valley View Center di Dallas, Texas.
  • Talento musicale: Oltre a dirigere e animare, Parsons è un pianista esperto e compone le partiture musicali originali per i suoi progetti con il nome di Kane Pixels.
  • Kane aveva 16 anni quando fece il primo ingresso della sua opera magnum «Backrooms», la notizia dell’epoca enfatizzava così tanto questo fatto che ora è uno scherzo interno alla comunità online di Kane.
  • Creatore prolifico: prima di raggiungere la fama virale con The Backrooms, Parsons aveva già creato circa 400 video tra il 2015 e il 2020, la maggior parte dei quali non sono mai stati resi pubblici.

COSA SONO VERAMENTE LE BACKROOMS?

Sebbene il film sia stato concepito come un’opera a sé stante, coi cortometraggi su YouTube, lo spettatore comprende meglio questo fenomeno e non rischia di perdersi nel vortice narrativo e in un certo senso che confonde o non da reali appigli e chiarezza.

C’è Clark (Chiwetel Ejiofor), architetto mancato e proprietario di un negozio di mobili ormai decadente e per cui fa pubblicità un po’ demenziali per attirare clienti vestito da pirata, una vita incasinata dove una ex moglie lo ha portato alla solitudine. Nel negozio spesso arrivano bollette alte della luce e dopo alcuni controlli, scopre una sera un passaggio segreto, un portale nel muro, in grado di condurlo a una serie apparentemente infinita di stanze anonime.

In queste stanze ci va spesso fino a creare delle mappe, ma quando lo racconta alla terapista, lei non gli crede e allora si porta con sé la sua aiutante del negozio ed io fidanzato cameraman per documentare il tutto. Quando scompare al suo interno per diverso tempo, la sua terapista, la dottoressa Mary Kline (Renate Reinsve) lo cerca e anche lei trova e scopre il modo di entrare…entra nelle stesse stanze per cercarlo, compromettendo la sua stessa percezione della realtà e da lì tutto si complica…Cosa è successo?

Il film non spiega in modo definitivo la natura inquietante delle stanze color giallo anni 70, ma riprende l’idea, già contenuta nella serie, di un team di ricercatori, l’Async Research Institute, che le sta studiando e mappando. Aperto da una terrificante sequenza iniziale, che mostra il contenuto di una videocassetta datata 19 giugno 1990, Backrooms si svolge – secondo la cronologia della serie – un mese dopo che l’organizzazione che studia le stanze misteriose (nata, si apprende, come azienda produttrice di macchine per la risonanza magnetica) ha inscenato la morte di un dipendente, Peter Tench, per nascondere la natura letale delle proprie ricerche sperimentali

VOLETE SVELATO IL FINALE? ATTENZIONE SPOILER

C’è, naturalmente, anche una lettura psicologica del film. La componente psicanalitica in Backrooms è forte, ed emerge nel rapporto tra Clark – frustrato, alcolista, lasciato dalla moglie – e la psicoterapeuta Mary, a sua volta vittima di un rapporto problematico con una madre psicotica. Entrambi finiranno nelle backrooms, costretti a confrontarsi con i propri mostri interiori e i mettere tutto in discussione addentrandosi nei meandri del cervello e psiche umana…sono forse anche quelle le backrooms di ognuno di noi?

Clark, che sfugge alla terapia, si convince che la dimensione delle backrooms sia il luogo dove vivere per sempre Al riparo da una sofferenza e bolla di indifferenza ed insoddisfazione che gli dà la vita…E così finisce per esserne divorato, letteralmente, dalle sue stesse paure…e da quegli stessi posti diventati come una confort zone in cui nessuno può entrarvi. Anche Mary si confronta con il trauma, ma a differenza di Clark lei lo affronta diventando psicologa, cercando di aiutarci gli altri e vivere lei stessa, nonostante gli incubi, una vita normale. Difatti una volta imprigionata in quelle stanze, cerca di fuggire più che può e lotta contro il mostro, aiutandosi e colpendolo materialmente con una pietra su cui è impresso il calco delle sue mani e di quelle della madre (un cimelio preso da bambina a seguito di un terremoto). Una metafora del suo passato doloroso, di cui prende coscienza e a cui reagisce. Salvandosi (forse??!!).

La morale forse è che dobbiamo tutti affrontare i nostri mostri, guardarli dritto negli occhi, sfidarli anche e forse cercare di farci pace per trovare una nostra dimensione sana e non di rifugio dove le paure le viviamo passivamente quasi assuefatti restando immobili.

Negli Stati Uniti il film ha debuttato il 29 maggio ottenendo 81.456 milioni di dollari nel weekend di apertura — il più grande opening nella storia di A24, più del triplo del precedente record detenuto da Civil War. A livello mondiale ha superato i 118 milioni di dollari: numero uno assoluto al box office globale.

Il film ha conquistato il primo posto in oltre trenta paesi, tra cui Regno Unito, Australia, America Latina, Scandinavia, Medio Oriente e Corea del Sud, e è già il quinto titolo più alto incassante nella storia di A24 in soli tre giorni. Con venti mercati ancora da aprire, il percorso internazionale di Backrooms è appena iniziato.

Con l’esplosione americana e il primo posto al box office globale, il secondo weekend italiano si apre con tutte le premesse per una crescita significativa: l’allargamento del numero di sale e degli spettacoli giornalieri, già in atto, sarà alimentato dalla notizia del record A24 che circola sui social e sui media internazionali proprio nel momento in cui il film è ancora in piena programmazione. Con il prefestivo del 1 giugno e la Festa della Repubblica del 2 giugno, le condizioni per una tenitura settimanale e un second week-end eccezionali ci sono tutte.

Straordinaria, con Backrooms, è la composizione del pubblico: l’86% degli spettatori ha meno di 35 anni, due terzi meno di 25. Una generazione che ha scelto di tornare in sala — spesso in gruppo — per vedere su grande schermo un universo narrativo che conosce e ama fin dalle origini digitali.

Commenta Andrea Romeo, fondatore e direttore editoriale di I Wonder Pictures: “Backrooms è la dimostrazione più potente di quello che A24 sa fare meglio di chiunque altro: vedere prima degli altri dove sta andando la cultura. Partire da un fenomeno nato online — una leggenda metropolitana digitale che ha generato duecento milioni di visualizzazioni su YouTube — e trasformarlo in cinema è già un’intuizione straordinaria. Affidarlo a Kane Parsons, vent’anni, il creatore stesso di quella serie, è stato un atto di fiducia nell’autorialità raro e coraggioso. Ma quello che rende Backrooms un film davvero importante non è il record al botteghino: è che funziona ben oltre i confini dell’horror. È un film sulla perdita, sull’identità, sulla solitudine dell’uomo contemporaneo — temi universali raccontati attraverso un’estetica visionaria e grazie a un cast di straordinaria profondità: Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Mark Duplass, artisti che scelgono i loro progetti seguendo la qualità della visione. Ed è per questo che Backrooms parla anche a chi normalmente non entra in sala per un horror.”

Nel cast accanto al candidato Oscar Chiwetel Ejiofor troviamo Renate Reinsve: l’attrice porta nel film una presenza cinematografica di rara intensità, consolidata da una filmografia che l’ha imposta come una delle attrici più importanti del cinema d’autore internazionale. Rivelazione mondiale con La persona peggiore del mondo di Joachim Trier, ha consacrato il suo percorso con Sentimental Value — che le è valso la nomination all’Oscar come miglior attrice — ed è tornata a Cannes quest’anno come protagonista di Fjord di Cristian Mungiu, Palma d’Oro al 79° Festival. Una carriera costruita sulle scelte più esigenti e coraggiose, che trova in Backrooms un punto di incontro inedito tra il cinema d’autore e la grande platea popolare.

Backrooms rappresenta il capitolo più recente della collaborazione con A24 che negli ultimi anni ha prodotto alcuni dei risultati più significativi del cinema d’autore in Italia. Con La zona di interesse di Jonathan Glazer — vincitore di due Premi Oscar — I Wonder Pictures ha oltrepassato 5 milioni di euro al box office italiano, un risultato eccezionale per un film di quella natura. Con Marty Supreme di Josh Safdie, protagonista Timothée Chalamet, ha superato i 4 milioni di euro. Con The Drama di Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson, ha raggiunto 5,2 milioni di euro.

Federica Fiorentino

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