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L’onestà dell’arte tra cura, musica e infanzia: il mondo multipotenziale di Gabriele La Piana

Esistono persone per cui l’arte non è un passatempo del fine settimana, né una vetrina da riempire di approvazioni. È, piuttosto, una dimensione vitale, una necessità viscerale per rimettere ordine nel caos del mondo. Gabriele La Piana — educatore minorile, terapista Snoezelen e istruttore yoga per bambini — è esattamente una di queste persone.

In esclusiva per ModernewsGabriele si racconta in un viaggio profondo che unisce la creatività pura alla relazione d’aiuto, mostrandoci come la musica e il lavoro educativo non siano binari separati, ma vasi comunicanti dello stesso bisogno d’espressione.

Gabriele scrive canzoni da oltre dieci anni, ma la sua spinta creativa non cerca i riflettori. Nasce, spesso, dal bisogno e dal silenzio.

“Scrivo soprattutto quando ‘non sto bene’: la scrittura e la musica sono gli strumenti con cui regolo il mio umore e rimetto ordine nel caos interno,” racconta. “Quando il mondo fuori o dentro è troppo rumoroso, metto le parole su un foglio per ritrovare il mio ritmo”.

Molti dei suoi brani nascono davanti al mare, evocatore di pensieri e ricordi. E sebbene abbia cantato e prodotto diverse tracce, finora sono rimaste intime, custodite gelosamente. Per Gabriele la musica è un’esigenza di espressione pura, una forma di auto-cura e di libertà che non ha bisogno di essere mercificata.

Le sue coordinate d’altronde sono chiare, tatuate sulla pelle: la parola “art” sul braccio e la firma di Fabrizio De André. L’arte come concetto astratto e il cantautore genovese come bussola etica e poetica. Nel mezzo c’è lui, che cerca ogni giorno di farli dialogare.

Per un creativo multipotenziale come Gabriele, le etichette stanno strette. La sua mente spazia costantemente tra la struttura di una canzone, la stimolazione sensoriale di una stanza Snoezelen e la conduzione di un gruppo di bambini.

Nella sua professione di educatore e terapista, il confine con la parte artistica sfuma continuamente. Nei suoi laboratori esperienziali con i bambini, l’obiettivo centrale è la libera espressione dei linguaggiI bambini creano opere uniche perché privi delle sovrastrutture degli adulti.Non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di fare arte. L’opera di un bambino è spettacolare perché è pura e onesta.

“Mi affascina l’idea che l’arte sia un linguaggio universale che ci riporta a una purezza espressiva che spesso perdiamo da adulti,” spiega Gabriele“In fondo, il mio lavoro è proteggere quella stessa onestà espressiva, in me e in loro”

Dalla mattina alla sera, la musica accompagna le giornate di Gabriele, tessendo la trama della sua quotidianità e del suo lavoro. Che si tratti di guidare i più piccoli attraverso lo yoga, di esplorare i sensi nella terapia Snoezelen o di scrivere una strofa davanti a un foglio bianco, il motore resta lo stesso: nutrire la curiosità e creare qualcosa di prezioso per sé e per gli altri.

Un ritratto, quello di Gabriele La Piana, che ci ricorda l’importanza di proteggere la nostra parte più autentica e di usare l’arte non come un fine, ma come il più potente degli strumenti di guarigione.

Gabriele La Piana – Educatore Minorile, Tutor Educativo, Snoezelen Therapist ISNA MSE, Istruttore Yoga per bambini

Vittoria Adamo

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Un commento

  • Ho letto l’intervista fatta a Gabriele e devo dire che mi ha colpito davvero tanto. Traspare tutta la sua sensibilità, la sua autenticità e il modo vero che ha di vivere l’arte e il rapporto con gli altri.
    Mi ha colpito tantissimo quando parla della musica come strumento per rimettere ordine nel caos interiore, perché si percepisce che tutto quello che fa nasce da qualcosa di profondo e reale, mai costruito.
    E penso sia bellissimo anche il lavoro che fa con i bambini: proteggere la loro libertà espressiva e la loro purezza è qualcosa di raro.
    Sono davvero felice per lui e orgoglioso di vedere una persona come Gabriele raccontata in questo modo, perché se lo merita davvero 💪🏽💪🏽💪🏽.

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