E’ finalmente uscito il 29 aprile, dopo mesi di attese e di tour promozionali in giro per il Mondo, Seoul, Tokyo, Città del Messico, Londra, New York (peccato abbiano saltato Italia e Milano dove han girato diverse scene), il film che tutti aspettavamo quest’anno 2026.
A vent’anni del primo film, con frasi indimenticabili ancora oggi usate, e dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, eccoli che Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione.
Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di personaggi nuovi, tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.
Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer e distribuito da The Walt Disney Company Italia, per una durata di 120 minuti.
Dopo il primo giorno di programmazione i numeri parlano chiaro. Il film ha incassato la bellezza di 2.707.615 euro per 341.356 presenze: si tratta del miglior esordio italiano del 2026! Il Diavolo Veste Prada 2, però, punta ancora più in alto: al momento, infatti, parliamo dell’11esimo miglior debutto di sempre sul mercato italiano. Nel giorno del Primo maggio incassa 3.146.159 euro, portando in sala 379.474 spettatori al terzo giorno di programmazione. Ha già superato il milione di presenze in sala in 72 ore. La media registrata è ovviamente altissima, con 4.840 euro in 650 cinema. Il totale incassato raggiunge 8.247.507 euro in appena tre giorni, confermando un avvio ben oltre le aspettative ed un vero successo nonostante lo spauracchio del sequel. Si stima che possa superare di molto i 10 milioni dopo il primo week-end. Globalmente ha incassato più di 40500000 $.
Recensione: Ho avuto possibilità di vedere il film in anteprima a Milano e devo dire che non ha deluso le aspettative. Non lo considero solo un sequel, anche se per capire la partenza bisogna aver visto il primo, ma un film al passo coi tempi e che racconta ciò che oggi si sta vivendo nell’editoria come nel giornalismo e di tutto ciò che è la carta stampata. In un’epoca in cui tutto ormai è di superficie, in cui tutto è online e deve essere interessante nel giro di pochi istanti per passare ad altro, anche il film cerca una sua soluzione e Miranda si sente di dover fare qualcosa. Lei inossidabile, forte di ciò che aveva costruito, si vede quasi detronizzata e deve rimettersi in gioco, deve stare al passo coi tempi anche scendendo a compromessi e forse smussando anche i suoi lati poco umani del primo film. In realtà Miranda anche nel primo film ha dei momenti di leggero cedimento ma non perde l’aplomb che l’ha resa tanto amata nonostante la sua “acidità” e modi bruschi e duri che quasi diventano divertenti per quanto enfatizzati. Nel secondo TDWP, Miranda sembra, e dico sembra appositamente, sottomessa ma alla fine tira fuori i suoi artigli e ce la fa anche stavolta a vincere, trovando un compromesso ma comunque mantenendo il suo impero.
Ho apprezzato tutti i caratteri e personaggi, ho amato il fatto che Nigel finalmente abbia avuto il suo spazio e alla fine otterrà ciò che da sempre meritava, di essere “visto” ed apprezzato! Avrei voluto una fine diversa per Emily, già sfortunata nel primo, nel secondo per un passo falso (non sto a spoilerare tutto) nuovamente si ritrova al punto di partenza ma ci guadagna in rapporti umani…con chi? Dovrete andarlo a vedere!

Location stupende, abiti pazzeschi, cameo di Lady Gaga come sempre stratosferica, forse boccio la qualità del doppiaggio, non mi ha del tutto convinta nonostante siano gli stessi del primo ma li ho sentiti stanchi, affaticati, poco grintosi. Il film mi è piaciuto perché affronta anche dei rapporti umani, quasi rallenta per dare spazio a dinamiche caratteriali più vicine al pubblico. Troviamo una Andy che all’apice della sua carriera si ritrova spiazzata e senza più quello che era riuscita a costruire nei 20 anni, costretta a tornare a Runway, li dove tutto era iniziato ma dove finalmente era finito. Invece no, deve fare i conti con il passato e inizialmente terrorizzata, prende poi sicurezza per far capire che non bisogna mai mollare se davvero si ha qualcosa da dire. E poi Nigel che dopo anni di dietro le quinte e di duro lavoro, finalmente grazie ad una piccola spinta ottiene la sua rivincita (perché nelle battaglie non si è mai soli e dopo aver aiutato ora anche lui riceve aiuto). Miranda più magnanima ma nemmeno eccessivamente, si avvicina quasi al personaggio della Streep in The Post a difesa dell’editoria e del giornalismo, e Emily che si avvicina troppo al fuoco bruciandosi. Storie di vita che anche nella realtà si ritrovano e che qualcosa lasciano ed insegnano. Forse un puntare su ciò che davvero conta e non solo su immagine e lustrini e denaro e ridimensionare un po’ il tutto (Miranda nel 2026 si appende il cappotto da sola ahahah) puntando di più sull’etica e su valori come la famiglia (la stessa tanto tralasciata da Miranda o che non è riuscita a farsi Andy con rammarico per il troppo lavoro).
Nel film compaiono tra l’altro moltissime celebrità quindi vi consiglio di aguzzare bene la vista: da Naomi Campbell a Donatella Versace, e poi Ciara, Ashley Graham, ed altri (fateci sapere se li avete visti!).
Inoltre non si possono non menzionare le bellissime location italiane: la Galleria Vittorio Emanuele II dove Miranda passeggia in solitaria in una scena incredibile, Palazzo Parigi, il Cenacolo Vinciano (ricreato) ma hanno girato delle scene nel chiostro delle rane in Santa Maria delle Grazie, l’Accademia di Brera dove avviene la spettacolare sfilata e si esibisce Lady Gaga, la facciata del negozio Tiffany in via Montenapoleone, Villa Clerici, e poi sul lago di Como la Villa Arconati e Villa Balbiano.
Che dire, un film che vuole ricordare il passato ma rendendolo attuale, perché nulla muore ma si evolve. Miranda si addolcisce apparentemente come una Andy, Andy si avvicina forse sempre più all’atteggiamento di Miranda? E Nigel si prende ciò che gli spetta mentre Emily resta senza nulla ma capisce cos’è un’amicizia…E forse la battuta più iconica stavolta per me è quella di Nigel quando Andy gli chiede quando potrà rilassarsi e lui risponde, nella tomba!







