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REGINE IN SCENA: alla Reggia di Venaria l’arte del costume italiano tra cinema e teatro

Un’esposizione di straordinari abiti sarà in mostra alla Reggia di Venaria nella sala delle arti fino al 6 settembre.

31 abiti iconici, che hanno definito l’immagine delle regine nel cinema e nel teatro, restituendo al costume la sua funzione più profonda: non semplice ornamento, ma dispositivo capace di generare percezione di potere, identità e visione.

Curata da Massimo Cantini Parrini – pluripremiato costumista, profondo conoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca – la mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica, un linguaggio che attraversa i secoli e i generi, costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario prima ancora della parola.

La mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica, un linguaggio che attraversa i secoli e i generi, costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario prima ancora della parola. Al centro, l’arte del costume tra cinema e teatro, officine diverse della stessa meraviglia: nel cinema il costume vive nel dettaglio, nella luce e nell’inquadratura che ne rivelano la materia; in teatro governa lo spazio, deve essere leggibile da lontano e respirare con l’attore e con il tempo della scena.

La mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria dedicato alla moda e al costume avviato nel 2011 con Moda in Italia. 150 anni di eleganza (1861–2011). Ma il racconto della sovranità femminile è anche un modo per tornare alla nascita del complesso della Venaria Reale, alla metà del Seicento, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

La mostra si articola in un percorso costituito da tre pilastri fondamentali e cioè il mito, la storia e la fantasia ai quali sono associati i colori della regalità, bronzo, oro e argento, con la Reggia di Venaria ed i suoi spazi e sale come parte integrante della narrazione.

I modelli esposti rappresentano figure del teatro e del cinema: l’Incantevole Strega, la regina degli specchi, interpretata da Monica Bellucci in I fratelli Grimm di Terry Gilliam (2005), Ariadne, regina della luna/Valentina Cortese ne Le avventure del barone di Münchausen (1988) e Titania, regina delle fate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate (1999) nei costumi di Gabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e Medea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967, 1969) nei costumi dei maestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia, Cleopatra/Liz Taylor nei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963, Elisabetta I d’Inghilterra/Rossella Falk in Maria Stuarda di Franco Zeffirelli vestita da Anna Anni, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in Maria di Pablo Larraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne Le Déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024), quest’ultimo in parte girato nella stessa Reggia di Venaria, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora, Maria Antonietta interpretata da Kirsten Dunst, che ridefinisce un’immagine pop e contemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006), fino a Elisabetta di Baviera, la mitica Sissi, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider in Ludwig di Luchino Visconti (1973).

In mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e cinematografico, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni, Giancarlo Bartolini Salimbeni, Aldo Calvo, Milena Canonero, Massimo Cantini Parrini, Giulio Coltellacci, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Luigi Sapelli detto Caramba, Gino Carlo Sensani, Piero Tosi. Accanto a loro, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.

Le opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze, Costumi d’Arte Peruzzi, Tirelli Trappetti, Sartoria Farani, Archivio Corrado Cagli di Roma, Fondazione Cerratelli di Pisa, Sartoria De Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini.

Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti — elementi essenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o fatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra. Emerge così una vera e propria geografia del fare: musei, archivi e sartorie che custodiscono saperi rari, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il costume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama internazionale.

INIZIATIVE LEGATE ALLA MOSTRA

Conversazioni, eventi culturali e itinerari didattici

Sono previste le Conversazioni a corte dedicate alla mostra con personalità del mondo del costume teatrale e cinematografico, della regia e della critica. È in programma l’iniziativa Storie d’arte alla Reggia di Venaria: attività culturali in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Torino.

Nel percorso di visita della Reggia, i Servizi Educativi del Consorzio e REAR, in collaborazione con Scuola Holden – Contemporary Humanities, propongono l’itinerario tematico per le scuole secondarie e per i gruppi Femminile Plurale. Una nuova declinazione della Venaria Reale: durante la visita non saranno narrate solo storie di duchi, re, politici o uomini di potere ma quelle di regine, duchesse, pittrici, balie, cuoche e lavandaie. Donne che hanno governato, tramato, lavorato e saputo lasciare la propria impronta indelebile nonostante le difficoltà del tempo. Donne che, più silenziosamente, hanno saputo fare la Storia. Un percorso di empowerment femminile, un continuo dialogo in cui la memoria storica si intreccia con le istanze attuali e un racconto ancora capace di ispirare a secoli di distanza. Questa visita nasce per imparare a conoscere la Reggia da un altro punto di vista più ampio, più variegato: femminile, appunto, e plurale.

Per prenotazioni: http://prenotazioneservizieducativi@lavenariareale.it

Regine in scena. Riflessi sul grande schermo, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino

Il Museo Nazionale del Cinema – in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – propone al Cinema Massimo nel mese di giugno una rassegna che prevede laproiezione di quattro film che mostrano sul grande schermo alcuni dei costumi esposti nella mostra: Le Déluge di Gianluca Jodice (2024), Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006), Medea di Pasolini (1969) e Cleopatra di J.L. Mankiewicz (1963), tutti in versione originale con sottotitoli in italiano.

BIGLIETTI DELLA MOSTRA:

Intero: 12 euro – Ridotto: 10 euro Gruppi di min. 12, max. 25 persone e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti – Ridotto ragazzi: 6 euro Under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) e universitari under 26 – Scuole: 3 euro Classi minimo di 12, massimo 25 studenti, ingresso gratuito per 1 accompagnatore ogni 12 studenti – Gratuito Minori di 6 anni e quanti previsti da Gratuiti

Per altre informazioni: http://lavenaria.ithttp://residenzerealisabaude.com

Federica Fiorentino
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