Buongiorno Pablo, si presenti ai lettori di ModerNews parlando di lei.
Ciao a tutti, sono Pablo Morelove, cantante e DJ/producer attivo nella scena dancehall, reggae e urban. Il mio percorso nasce dalla passione per i suoni caraibici, ma negli anni ho cercato di contaminarli con influenze elettroniche e club europee, creando un’identità sonora che mi rappresenti davvero.
Qual è l’ispirazione dietro ai due nuovi album in uscita a giugno? Hai collaborato con altri artisti per questi album? Se sì, com’è stata l’esperienza?
I due album, TO BE ME cantato in patwa giamaicano e ALTER EGO cantato in italiano, rappresentano due lati diversi della mia visione: uno più legato alla dancefloor, energico e diretto, l’altro più introspettivo e musicale. L’ispirazione arriva dai viaggi, dalle persone incontrate e dalla voglia di raccontare storie vere attraverso il sound.
Sì, ho collaborato con diversi artisti, sia italiani che internazionali. È stata un’esperienza fondamentale perché ogni collaborazione porta un linguaggio nuovo: ti costringe a uscire dalla comfort zone e crescere. Grazie a Princevibe, G-Nano, Nvt3l, Bushmasta, Papa Leu, Silvia Morelove, Valentina Procopio, Gioele Sax, Richie Stephens, Nicky Trice, Ame 2.0, Marco Manganiello, Federico Giannace e a tutto il team che ha collaborato ai miei progetti.
Come pensi che la tua musica possa influenzare la scena dancehall, reggae e urban italiana?
Credo che il mio contributo sia quello di spingere verso una contaminazione più aperta. La scena italiana ha tanto potenziale, ma a volte resta chiusa nei propri schemi. Io cerco di portare un suono più internazionale, senza perdere autenticità.
Come pensi di promuovere i tuoi nuovi album? Ci saranno concerti o eventi speciali?
La promozione sarà molto legata ai live: DJ set, eventi e showcase dove il pubblico può vivere direttamente l’energia dei progetti. Sto lavorando anche a eventi speciali, magari format più immersivi dove musica e visual si fondono.
Come vedi la scena musicale italiana attuale? Ci sono artisti o progetti che ti hanno colpito?
La scena è in fermento. Ci sono artisti interessanti che stanno portando qualcosa di fresco, dovrei nominarne tantissimi. Mi colpiscono soprattutto quelli che non hanno paura di sperimentare e uscire dagli standard.
Qual è il tuo consiglio per gli artisti emergenti che vogliono farsi conoscere nella scena dancehall, reggae e urban?
Il consiglio è semplice ma difficile: essere autentici. Non inseguite le mode, create il vostro suono. E poi lavorare e studiare tanto, costruire connessioni vere e suonare dal vivo il più possibile. La gavetta fa la differenza.







