Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Teatro Concordia
Mercoledì 1 aprile, ore 21
La storia
Lo spettacolo ispirato al libro di Elsa Morante
La storia è lo spettacolo liberamente ispirato a La storia di Elsa Morante: in scena una donna di oggi che, rileggendo il romanzo, capolavoro assoluto del Novecento europeo, ricrea nella mente il suo personale attraversamento di quelle vicende.
Lo spettacolo, ideato e diretto da Fausto Cabra, compie un viaggio appassionato nelle vicende di lduzza, dei suoi due figli Nino e Useppe e dei numerosi personaggi che danzano intorno a loro, costruendo un corale e commovente intreccio di destini in lotta con gli ingranaggi spesso incomprensibili della Storia con la S maiuscola.
Lo scrittore Marco Archetti ha tratto spunto dalle molteplici meraviglie che questo testo custodisce per elaborare una drammaturgia serrata e affascinante, che restituisce a pieno la forza e la vertiginosa attualità del capolavoro di Elsa Morante.
NOTE DI REGIA, DI FAUSTO CABRA
Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro, anzi sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro, infatti, non può che offrirsi, onestamente, come uno dei mille attraversamenti possibili di questo inesauribile scrigno di umanità. ln questo senso, nello spettacolo, il romanzo stesso è protagonista. Perciò abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge. Abbiamo cioè provato a rendere spaziale la lettura, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista e con l’agilità di cambi spaziali e temporali… insomma abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura.
Abbiamo voluto anche che la Macchina teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile: il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita a un impianto scenico che diventa vero protagonista, perché la grande Storia è un’enorme macchina artificiale, contemporaneamente scritta e subita dagli uomini. La Storia è un fato artificiale che si finge assoluto, un deus ex machina auto-proclamato che fa di noi ciò che vuole. Salvo poi essere continuamente relativizzato (quasi ridicolizzato) da una Sfera Naturale a esso ancora superiore, un colossale involucro vivente fatto di piante, animali e meccaniche celesti tanto immani da ridimensionare perfino la Storia degli Uomini.
Il romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: l’individuo è contenuto nella grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande Sfera Naturale, la Storia Atemporale e Universale; e tutto ciò è ricontenuto in un bimbetto di nome Useppe, finito in quanto infinito, infinitesimale in quanto divino, vittima in quanto supremo creatore. Un “essere minimo” che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini, cani, gatti, alberi, radure e cicli solari. Al romanzo, scomodo ieri come oggi, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare la via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine.
Questa suprema contraddizione è il grande Scandalo, che Elsa Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale. Non c’è semplificazione possibile, sembra dire, ecco la Storia nuda, per quello che è. E non ci sono vie d’uscita, né personali, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile, vien da pensare leggendo, è proprio quella commozione, quella cruda compassione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che rivela, nonostante l’orrore, l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità. “Loro nun lo sanno, a Ma’, quant’è bella la vita”. Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non so cosa sia, ma probabilmente è un fiore e non un’erbaccia.
Info
Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)
Mercoledì 1 aprile 2026, ore 21
La Storia
Liberamente ispirato a La storia di Elsa Morante
Drammaturgia Marco Archetti
Regia Fausto Cabra
Con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
Scene e costumi Roberta Monopoli
Drammaturgia del suono Mimosa Campironi
Luci Gianluca Breda, Giacomo Brambilla
Video Giulio Cavallini
Produzione: Teatro Franco Parenti, Centro Teatrale Bresciano, Fondazione Campania dei Festival
In collaborazione con Fondazione Piemonte Dal Vivo
Biglietti: intero 22 euro, ridotto 20 euro
011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it
Ufficio stampa
laWhite, press office and more – teatroconcordia@lawhite.it







