Riceviamo e volentieri pubblichiamo
PRENDERSI CURA
Stagione Teatrale 2025/2026
Sabato 28 febbraio ore 16.30 – Domenica 1 marzo ore 16.30
ALBERT eD IO
Fondazione TRG/ Compagnia del Sole/ Fondazione Sipario Toscana Onlus
Di Francesco Niccolini
Drammaturgia Flavio Albanese, Marinella Anaclerio, Francesco Niccolini
Con Flavio Albanese
Regia Marinella Anaclerio
Scena Francesco Arrivo
Realizzazione scena Domenico Pirozzi
Luci Cristian Allegrini
Costume Marinella Anaclerio
Realizzazione costume Angela Gassi
Video Giuseppe Magrone
Dopo l’anteprima della scorsa stagione, sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo alle ore 16.30
arriva alla Casa del Teatro di Torino Albert eD io, coproduzione di Fondazione TRG, Compagnia del Sole e Fondazione Sipario Toscana Onlus, di Francesco Niccolini, con Flavio Albanese e la regia di Marinella Anaclerio. Si tratta di un viaggio poetico e malinconico che invita il pubblico a esplorare le profondità della scienza e della filosofia, a interrogarsi sul senso della conoscenza e a meravigliarsi di fronte all’ignoto. Lo spettacolo celebra curiosità, capacità di stupirsi e bellezza dell’incertezza, ricordandoci che la vera conoscenza non è fatta solo di risposte, ma anche di domande.
Una panchina. E un albero. Il gioco della campana disegnato a terra. Caselle fino al 13. Un uomo
non giovane con baffi e capelli arruffati suona il violino. Le note di Mozart riempiono l’aria. Lo
suona maluccio. Si interrompe. Borbotta tra sé e sé. Si siede. Ricomincia a suonare. Non troppo
convinto, si ferma. Racconta.
Inizia così la terza e ultima tappa della Trilogia sull’Universo che Francesco Niccolini ha scritto per
Flavio Albanese. Avevano iniziato con L’universo è un materasso (e le stelle un lenzuolo), per
raccontare la storia dell’universo e del tempo, da Esiodo ai quanti (premio Eolo 2018). Poi è stata
la volta de Il messaggero delle stelle. Come evitai la guerra, salvai il mondo e divenni amico di
Galileo Galilei dedicato a Galileo e all’importanza dell’errore nella scienza e nella vita. Questa volta
la sfida è raccontare la meccanica quantistica. Una materia complessa e apparentemente illogica,
che nemmeno Einstein riuscì ad accettare pienamente. Ma come raccontare al pubblico più
giovane una materia che, almeno per il pensiero classico occidentale, è completamente priva di
senso? Che nemmeno gli astrofisici riescono a penetrare e spiegare?
In una scena minimalista e evocativa, un uomo in là con gli anni, che sta suonando un violino in un
parco, incontra un bambino che gioca a campana con regole che non sono quelle consolidate, ma
nuove, strane e apparentemente insensate. È la stranezza illogica del modo di giocare del bambino
che incuriosisce l’uomo, anzi, lo tormenta, al punto tale che non riesce più a concentrarsi sul
violino e non può non chiedere spiegazioni al ragazzino. Inizia un dialogo surreale, comico,
struggente, un botta e risposta fitto, dove il bambino demolisce le certezze dell’anziano, che a sua
volta riesce a trasmettere al ragazzino buona parte della meraviglia che anni di studi e di scienza
gli hanno permesso di provare: scoperte incredibili, l’emozione di comprendere l’universo, ma
anche delusioni, scoperte mancate e attese disilluse.
Che l’uomo sia un Albert Einstein ormai anziano non ci sono dubbi (adorava suonare il violino e
pare che fosse anche un buon interprete di Mozart), ma chi è il ragazzino che gioca a campana con
due dadi, e che ha una risposta misteriosa a ogni domanda di Albert?
Dagli 11 anni
La Compagnia del Sole nasce tra Roma e Bari nel gennaio del 2010 fondata da Marinella Anaclerio e Flavio
Albanese con il proposito di creare un gruppo di lavoro che elabori progetti artistici e culturali a tutto tondo. Caratteristica che li accomuna è la passione per la drammaturgia contemporanea unita all’amore
per la tradizione. Sguardo che li porta spesso alla contaminazione e ad alternare costantemente un testo
classico ad uno contemporaneo.
La pluriennale attività come attori, registi, pedagoghi e direttori di festival e rassegne, in Italia ed in vari
paesi europei, con collaborazioni continuative con strutture come Il Piccolo Teatro di Milano ed il Teatro
Stabile di Ancona, consente loro di condurre progetti da più punti di vista con strategie differenziate,
creando un ponte interlocutorio tra struttura teatrale proponente e pubblico fruitore. La prassi produttiva
è quella di creare per ogni spettacolo un progetto che ne permetta di condividere con il pubblico il percorso
artistico. Ciò avviene attraverso una serie di proposte che ne incrementano le potenzialità di attrazione e
fruizione, sia per i giovanissimi che per gli adulti, con particolare attenzione al mondo della scuola.
INFO
Fondazione TRG c/o CASA del TEATRO RAGAZZI e GIOVANI Corso Galileo Ferraris, 266 – Torino
tel. 011/19740280 – 389/2064590 – biglietteria@casateatroragazzi.it – www.casateatroragazzi.it
Biglietti
Intero € 13 | Ridotto € 11 (over 65, abbonati stagione 2024/2025, associazioni e CRAL
convenzionati) Ridotto giovani € 8 (dai 14 ai 25 anni) | Ridotto ragazzi € 7 (under 14)







