Riceviamo e volentieri pubblichiamo
SABRINA GIANNINI
con la partecipazione di
FRANCO BERRINO
INDOVINA CHI CI INGANNA A CENA
venerdì 6 marzo ore 20.30
Biglietto € 33,00
C’è un filo sottile, e spesso invisibile, che collega quello che mettiamo nel piatto ogni giorno alle strategie di marketing delle multinazionali, alle scelte dei governi, agli interessi di carriera di accademici e politici. Seguire quel filo è il lavoro che Sabrina Giannini fa da anni in televisione con Indovina chi viene a cena su Rai 3.
Venerdì 6 marzo 2026 il Teatro Colosseo ospita Indovina chi ci inganna a cena senza abbandonare il suo metodo: racconti, immagini, documenti, prove. «Indovina chi ci inganna a cena è uno spettacolo che vuole alimentare la conoscenza e disintossicare dalla dipendenza del cibo industriale», spiega Giannini. Sul palco, promette, le prove ci saranno: i meccanismi che portano all’autorizzazione di additivi, dolcificanti, emulsionanti e pesticidi; le complicità tra industria e politica; la fisiologia della dipendenza dal cibo processato; e i casi virtuosi di chi ha scelto di uscire dal sistema.
Giornalista, autrice, regista, Sabrina Giannini ha esordito con Professione Reporter, è entrata nel team di Report su Rai 3 nel 1997 e ha firmato oltre quaranta inchieste, vincendo tra gli altri il Gran Prix Leonardo e una menzione speciale al Premio Ilaria Alpi. Nel 2019 ha pubblicato La rivoluzione nel piatto, libro che anticipa molti dei temi al centro dello spettacolo.
Al suo fianco Franco Berrino, uno degli epidemiologi più autorevoli e ascoltati in Italia non solo in ambito accademico, ma anche tra chi ha imparato a considerare il cibo come il primo atto di cura verso se stessi. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino, ha operato per decenni presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. La sua ricerca non si è fermata alla diagnosi: Berrino ha dedicato gran parte della sua carriera a dimostrare che l’alimentazione è uno strumento concreto di prevenzione e longevità, capace di incidere in modo determinante sull’insorgenza e persino sulla recidiva dei tumori. È tra gli autori del rapporto Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer, pubblicato nel 2007 dal World Cancer Research Fund, punto di riferimento scientifico a livello globale. In scena, la sua voce porta quella convinzione profonda: che mangiare bene non sia una questione estetica né una moda, ma un atto politico e di salute pubblica.
Lo spettacolo non risparmia nulla: dal cibo nelle mense scolastiche gestite da multinazionali della ristorazione al cibo processato industriale per gli animali domestici. E poi il greenwashing delle grandi corporation, le domande che nessuno fa abbastanza ad alta voce: chi decide cosa finisce sulle nostre tavole? Perché miliardi di persone abbandonano il cibo tradizionale per gli hamburger? La narrazione è supportata da foto, video e grafiche: un linguaggio visivo che traduce la complessità dell’inchiesta in un racconto accessibile e, al tempo stesso, perturbante.
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