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MOSTRI: Palcoscenico Danza al Teatro Astra – stagione 2026

Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. Per questo motivo, a partire da quest’anno, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate, divinità mitologiche, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale.

«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di
creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi, dall’uomo-cervo cibernetico al
mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura, il sacro e l’umano in
modi inediti e perturbanti».

PROGRAMMA

L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori.
L’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas, Callas, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti.
Miti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi.
Biografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.
Il 31 marzo e il 1° aprile, Elías Aguirre porta in scena Aurunca, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane.
La chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté, estratto da Rassemblement, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless. Nature (28-29 aprile), ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link.

FORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE

Il 1° aprile, dalle 11 alle 13 presso la sede di Eko Dance Project in strada del fortino 20, Torino, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti, integrando danza urbana e teatro gestuale.

Elías Aguirre
Artista multidisciplinare, ballerino, coreografo, fotografo, artista visivo e audiovisivo. Laureato in Belle Arti presso l’Università Complutense di Madrid, formazione presso il Reale Conservatorio Professionale di Danza di Madrid, Master in Arti Performative (URJC), Graphic Design (TAI), Fotografia Scenica (con Fernando Marcos), riprese e montaggio di documentari naturalistici (con Luis Miguel Domínguez) e formazione in danza urbana, butoh e tecniche di clownerie. È stato membro dello spettacolo originale Mayumana, si è esibito con prestigiosi artisti musicali, di danza e di teatro e ha partecipato a diversi film come ballerino. Nel 2010 è diventato membro delle compagnie residenti del Comune di Madrid. Le sue creazioni sono caratterizzate dalla convergenza di tecniche di danza contemporanea, danza urbana, teatro gestuale e costantemente ispirati alla “natura invisibile”.

Costo partecipazione 25€ + riduzione biglietto spettacolo Aurunca
Info e prenotazioni: roberta.romoli@fondazionetpe.it

SCHEDA PRIMO SPETTACOLO

“Silenzio e caos, movimento e quiete, Oriente e Occidente, natura e cultura: dualità che
permeano questa creazione e riecheggiano un detto amato in Oriente: “Due è uno e uno è due.”

Brother to Brother – dall’Etna al Fuji
domenica 25 gennaio 2026
ore 17 – Teatro Astra
durata 60 min

regia e coreografia Roberto Zappalà
musica live Munedaiko
musica originale e soundscape Giovanni Seminerio
danza e collaborazione i danzatori della Compagnia Zappalà Danza: Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Giulia Berretta, Anna Forzutti, Dario Rigaglia, Silvia Rossi, Damiano Scavo, Alessandra Verona
musicisti Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro (Munedaiko)
da un’idea di Roberto Zappalà
drammaturgia Nello Calabrò
assistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer
set, luci e costumi Roberto Zappalà
realizzazione costumi Majoca
realizzazione scenografia Peroni
direzione tecnica Sammy Torrisi
ingegnere del suono Gaetano Leonardi
coproduzione Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Marche Teatro e Fuori Programma Festival

con il patrocinio di INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
con il sostegno di MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

SINOSSI: Roberto Zappalà intreccia un dialogo tra i vulcani Etna e Fuji, tra danza e Taiko, su un originale e suggestivo tappeto sonoro. In scena nove danzatori della Compagnia Zappalà Danza e i musicisti Munedaiko danno vita a un rito fisico e musicale, in cui battiti e ritmi uniscono corpi, civiltà e memorie.

“L’Etna ha l’aria della vecchiezza; il Fuji invece è l’immagine della gioventù, le sue linee suggeriscono il movimento, lo slancio. L’Etna è possente, ti fa pensare ad un gigante saggio, talvolta è terribile, ma anche allora sembra scuotere le sue catene con l’ineluttabilità misteriosa d’un destino notturno; il Fuji è agile, fiero come una spada, t’invita all’ardire… ll Fuji è anche vicino all’amore ed alla morte, a tutte le grandi follie; l’Etna invece è il tempo popolato di ombre senza fine” – Fosco Maraini

Roberto Zappalà indaga le forze misteriose della sua Sicilia in dialogo con la cultura giapponese influenzata anch’essa da un imponente vulcano, ponendole in un dialogo che evidenzia come la natura modelli il carattere dei popoli, tra natura e società. I “fratelli” evocati nel titolo sono il Fuji e l’Etna, i due vulcani per eccellenza della storia e dell’immaginario simbolico del mondo. Un dialogo tra due simboli naturali di due regioni opposte nel mondo che sono rappresentate ed evocate in scena maniera forte e vigorosa dalla performance dei danzatori della Compagnia Zappalà Danza e quella dei Munedaiko, artisti consacrati alla pratica e valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese, “Taiko” (太 tai 鼓 ko: grande tamburo) dove la postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali.

La ricerca musicale dei Munedaiko si innesta nell’imponente e suggestivo paesaggio sonoro composto dall’artista catanese Giovanni Seminerio. Patrocinato dall’INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania lo spettacolo è una coproduzione tra Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse
Nazionale per la Danza e Fondazione Teatro Comunale di Modena in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Marche Teatro e Fuori Programma Festival e ha debuttato in prima assoluta al Teatro Comunale di Modena il 31 ottobre 2025.

Così come i vulcani sono all’origine dell’attuale conformazione del pianeta, la percussione è
all’origine dell’arte musicale e culturale creata dall’uomo, a partire dal ritmo del battito cardiaco. I
tamburi provocano bolle di suoni, di ritmi che “scoppiano” nelle orecchie e nel cervello degli
spettatori; ritmi che i danzatori seguono e provocano allo stesso tempo in un fluire incessante, un
respiro comune che armonizza i corpi, con le civiltà di origine e con le civiltà tra di loro, con la
speranza oggi sempre più auspicabile che, come dice Fosco Maraini, possiamo essere “imbevuti di
quell’olio confuciano necessario a lubrificare le ruote della convivenza civile”

Tra ogni battito e ogni movimento si cela una pausa naturale, simile alla quiete che segue un’eruzione vulcanica: un momento di silenzio nel ritmo dell’esistenza. Questo equilibrio tra movimento e immobilità, tra suono e silenzio, riflette l’armonia presente in natura. Sebbene il corpo e lo spirito umano siano spesso guidati dall’energia e dal dinamismo, esiste una profonda connessione con i ritmi di pace che la natura offre: un ritmo che, come il silenzio tra i colpi del tamburo Taiko, invita alla riflessione, al rinnovamento e al ritorno alla calma interiore.

VIDEO PRESENTAZIONE https://www.facebook.com/reel/1207770727474023

PROGRAMMA COMPLETO DELLA STAGIONE TPE 2025/26, Info e abbonamenti disponibili SU http://www.tpeteatroastra.it
TPE Teatro Astra Via Rosolino Pilo 6, Torin

Ufficio Stampa Giorgia Mortara

Federica Fiorentino
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