Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Si aprivano a 360 gradi i libri teatro di Hoepli, del 1942, dove i protagonisti della narrazione acquistavano fisicità grazie all’illuminazione dall’alto. Luce per aggiungere la terza dimensione al racconto, come già nel pre cinema. Perchè la sola parola scritta, nel trasmettere la conoscenza, ben presto non basta più.
L’impiego della volvella, disco rotante di carta, era diffuso nei trattati di geografia e astronomia già a metà del 600 come testimonia l’Orbis Picti di Comenio – spiega Pompeo Vagliani
E’ nei testi scientifici che appaiono i primi flap ad apertura progressiva per rivelare i vari strati, il cosa c’è sotto, che si tratti di corpo umano, come in questo manuale di Hellwig del 700, o dell’anatomia animale, in questo caso, una vacca.
Soluzione efficacissima in campo tecnico: un vero capolavoro questo modello scomponibile di incrociatore, lungo 80 centimetri, utilizzato dalla Lega navale nel 1900.
Il Pop app Museum di Torino, a Palazzo Barolo, ospita la più grande collezione di libri animati italiani e stranieri perlopiù destinati all’infanzia. Molte le rarità, come questo libro sonoro francese che imita le voci degli animali.
Il primo libro animato italiano è il Gioppino in cerca di fortuna, Treves, 1890
Opere – spesso riportate in funzione dal Centro di restauro della Venaria Reale – collezionate nel corso di tanti anni e donate alla Fondazione Tancredi di Barolo dal suo presidente, Pompeo Vagliani.
Fino a giugno il Museo ospita una mostra dedicata al vulcanico tedesco Lothar Meggendorfer, scomparso 100 anni fa. Un maestro nella tecnica del leveraggio
Il pop app museum è un tuffo nelle atmosfere dell’infanzia 800esca ma dal trampolino dell’interattività.
“Museare i libri non è semplice, spiega Vagliani, per questo la strategia e attrarre il visitatore, sopratutto giovane, con i video interattivi e la multimedialità per avvicinarlo al fascino di quel che c’è dietro, il libro fatto di carta.”







