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È SENZA TITOLO: LA XIII EDIZIONE DI FLASHBACK ART FAIR

Torna all’interno del centro artistico indipendente Flashback Habitat, dal 30 ottobre al 2 novembre l’evento più cool dell’arte contemporanea “Flashback Art Fair”.

Fin dal suo esordio, non è mai stata solo una fiera: è una narrazione in divenire, un progetto che ogni anno si trasforma per consolidare il proprio legame con il presente in un racconto che restituisce all’arte, anche a quella storicizzata, un legame forte e attuale con la contemporaneità e con la vita, anche quella familiare e quotidiana.

Dalle danzatrici di Von Stuck al coraggio di Muzio Scevola dipinto dal Genovesino,dal barocco di Gherardi e Strozzi fino a Boccioni, Modigliani e Morandi: un racconto senza titolo che attraversa epoche e linguaggi!

Antonello Bulgini “Iafet”, tecnica mista 2010

Lo spazio in Corso Lanza 75, in un’atmosfera immersa nella natura e bucolica, è un luogo di accoglienza, di ricerca e di confronto dove coltivare la diversità in un territorio non colonizzato, privo di vessilli, in cui ogni diversità può esprimersi. Qui, l’arte non segue le gerarchie imposte, ma si muove in un ambiente fluido, libero da etichette e imposizioni.

Ecco la motivazione della direzione di Ginevra Pucci, Stefania Poddighe ed il direttore artistico di Flashback Habitat Alessandro Bulgini di non dare un titolo, per poter sottolineare un atto deliberato di resistenza, che equivale a rifiutare qualsiasi narrazione unica o imposta.

Significa creare un habitat fertile, uno spazio denso, in continuo movimento, dove le diversità si incontrano e si confrontano. In questa “zona franca” dell’arte, l’accoglienza delle differenze, delle molteplici identità, delle voci fuori dal coro diventano principi fondanti.

L’IMMAGINE

L’immagine guida di questa edizione è duplice, dicotomica, refrattaria a ogni tentativo di catalogazione e porta la firma di Antonello Bulgini, fratello del direttore artistico, scomparso prematuramente nel 2011.

«Le immagini guida di quest’anno sono due opere di mio fratello Antonello, “Iafet” e “Mister Marshmallow”. – dichiara Alessandro Bulgini – Non è solo un omaggio affettivo, ma una scelta in perfetta sintonia con lo spirito di Flashback, che è un habitat di relazioni umane oltre che artistiche. “Iafet” nasce da un episodio familiare e intreccia rimandi al famoso ritratto di Antonello da Messina con un segno infantile che diventa parola biblica, trasformando la tela in un enigma stratificato. “Mister Marshmallow”, al contrario, rivela in modo immediato la sua natura mostruosa. Due facce della stessa medaglia, che rispecchiano lo spirito di un’edizione senza titolo: rifiuto delle etichette e apertura a interpretazioni molteplici.»

LE GALLERIE

Dal 30 ottobre al 2 novembre a Flashback Habitat, l’Ecosistema per le Culture Contemporanee di 20.000 mq immersi nel verde di borgo Crimea a Torino, luogo denso di storia e di storie, prestigiose gallerie internazionali danno vita a un racconto corale: un percorso che si snoda nella familiarità delle stanze del padiglione B attraversando le epoche e i linguaggi senza soluzione di continuità e che restituisce al pubblico un paesaggio artistico denso, fertile e in continuo movimento. Un mosaico di visioni attraverso cui Flashback Art Fair 2025 ribadisce la sua scelta: lasciare spazio al molteplice, accogliere le differenze e dare voce a ciò che sfugge alle narrazioni dominanti.

Aleandri Arte Moderna, Roma (IT); Antiques Par Force, Roma (IT); Arcuti Fine Art, Roma, Torino (IT); Atipografia, Arzignano VI (IT); Benappi Fine Art, Londra (UK) Torino (IT); Galleria Riccardo Boni, Roma (IT); Bottegantica, Milano (IT); Botticelli Antichità, Firenze (IT); Galleria Brescia, Brescia (IT); Giammarco Cappuzzo Fine Art, Londra (UK); Eddart, Roma (IT); Galleria Flair, Firenze (IT); Flavio Pozzallo, Oulx TO (IT); Floris Van Wanroij, Dommelen (NL); Frascione Gallery, Firenze (IT) Palm Beach (USA); Galleria D’Arte l’Incontro, Chiari BS (IT); Galleria Aversa, Torino (IT); Galleria Canesso, Parigi (FR), Milano (IT); Galleria Del Ponte, Torino (IT); Galleria dello Scudo, Verona (IT); Galleria Giamblanco, Torino (IT); Il Cartiglio, Torino (IT); Kollenburg Antiquairs, Oirschot (NL); Lara, Alberto e Rino Costa, Valenza AL (IT); Luma Art Contemporary, Orte VT (IT); Małgorzata Ciacek, Varsavia (PL); Mancaspazio, Nuoro (IT); Paola e Lorenzo Monticone Gioielli d’Epoca, Torino (IT); Studio Morabito, Torino (IT); NP ArtLab, Milano (IT); Open Art, Prato PO (IT); Photo&Contemporary, Torino (IT); Galleria Roberto Ducci, Firenze (IT); Studio d’Arte Campaiola, Roma (IT); Tower Gallery, Todi (IT); Umberto Benappi, Torino (IT).

LE OPERE

Il mito, la metamorfosi, il legame con l’ancestrale emergono nelle Danzatrici di Franz von Stuck (Aleandri Arte Moderna), visioni ipnotiche di una danza dionisiaca, così come nel Cavallo e Cavaliere di Marino Marini (Antiques Par Force), archetipo che oltrepassa i secoli fino a lambire l’astrazione. Dalla stessa galleria, il barocco Giunone e Argo di Antonio Gherardi rievoca la trasformazione del pastore in pavone, mentre i lupi di Domicella Bożekowska (Malgorzata Ciacek) incarnano la forza primordiale e selvaggia della natura. In questa linea, con un salto temporale straordinario e perfetto, si inserisce anche la Madonna con Bambino quattrocentesca (Flavio Pozzallo), scultura lignea che restituisce la potenza del frammento e della materia grezza.Il tema dell’identità e del misticismo attraversa i tableau vivant di Luigi Ontani (Galleria d’Arte l’Incontro), che abbattono i confini tra oriente e occidente, pittura e fotografia, e si ritrova nei dervisci danzanti di Aldo Mondino (Galleria Umberto Benappi), dove il corpo diventa esperienza estatica e rito. Qui l’arte rifiuta la classificazione e si apre alla contaminazione di linguaggi.

La riflessione sui materiali dell’arte è al centro del dialogo proposto dalla Galleria dello Scudo, che accosta i disegni di Amedeo Modigliani e Giorgio Morandi all’opera in carta e acciaio di Arcangelo Sassolino; e ancora nella Donna che legge di Umberto Boccioni (Bottegantica), bozzetto “in negativo” che esalta la vitalità del segno e della carta. Le pietre sonore di Pinuccio Sciola (Mancaspazio) segnano invece il confine tra scultura, musica e grafica, aprendo a una dimensione sinestetica della materia.Il “Senza titolo” di Mario Schifano (Galleria Roberto Ducci) diventa manifesto del rifiuto di ogni definizione, spazio potenziale in cui l’interpretazione resta sempre aperta. L’episodio pittorico di Muzio Scevola davanti a Porsenna di Luigi Miradori detto Genovesino (Galleria Canesso) rievoca il coraggio e l’integrità come segni di resistenza, mentre Frascione Gallery ci conduce nel mondo di Bernardo Strozzi, artista accusato di “disonorare” l’abito religioso con la pittura profana, e proprio per questo figura di rottura e libertà. Floris Van Wanroij Fine Art presenta la pittura fiamminga di Adriaen van Overbeke, maestro indipendente che testimonia un’arte capace di sottrarsi all’unicità del genio celebrato, per restituire invece valore alla pluralità dei linguaggi e delle esperienze. Il maestro rinascimentale Albrecht Dürer, con una ricca raccolta di incisioni (Il Cartiglio), offre un esempio della capacità dell’artista di trasformare l’immagine in archetipo universale, un’occasione per riscoprire la forza del segno e l’attualità del suo linguaggio.

IL PUBLIC PROGRAM

Public Program ricco e articolato, pensato per offrire al pubblico un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Il calendario prevede mostre, installazioni, laboratori, visite guidate, talk e performance, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico ampio e trasversale, offrendo molteplici chiavi di lettura sull’arte e sul presente.

Nel programma si segnalano: Butterfly, rassegna di videoarte a cura di Rebecca Russo (inaugurazione: giovedì 25 settembre), un percorso visivo dedicato alla trasformazione, alla memoria e alla rinascita, dove gli artisti coinvolti riflettono sulla fragilità e sulla forza interiore dell’essere umano; e Compassione, intervento site-specific di Mustafa Fazari (inaugurazione: giovedì 16 ottobre), che propone una riflessione intensa sul tema dell’empatia come strumento per costruire connessioni autentiche tra individui e comunità.

Accanto alla diversificata proposta espositiva, il Public Program include i Flashback Lab, una serie di laboratori aperti a tutte le età, e Flashback Storytelling, il ciclo di visite guidate che condurranno il pubblico attraverso i percorsi della fiera, in dialogo diretto con le opere, gli artisti e le gallerie.

Flashback Art Fair 2025

Da 30 ottobre a 2 novembre dalle 11 alle 20 in Corso Giovanni Lanza 75, Torino

Biglietto intero: 15€/Biglietto ridotto: 10€ (riduzioni previste per legge, possessori di Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e tessera Amic* di Flashback Habitat)

Dal 30 ottobre al 2 novembre sarà disponibile il servizio navetta gratuito A/R da Flashback ad Artissima dalle ore 11 alle ore 20

Per informazioni: http://www.flashback.to.it; info@flashback.to.it

Promosso da: Associazione Flashback – Organizer: situazione costruita – Con il patrocinio di: Città di Torino Public Program e il contributo di Regione Piemonte, Camera di Commercio Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT

In collaborazione con: Cassa Depositi e Prestiti – Con il sostegno di: Iren, Studio Cernaia – Cultural partner: Opera Viva, l’Artista di Quartiere e Videoinsight Foundation – In-kind Partner: GTT e Odilla – Media Partner: Apollo, Exibart, Juliet, La Stampa, Living, Turismo Torino

Ufficio Stampa / press@flashback.to.it – Margherita Dionisio e Cocchi Ballaira

Federica Fiorentino
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