Il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta dal 20 settembre 2025 al 9 marzo 2026 la mostra fotografica PAZZA IDEA. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni,a cura di Carlo Chatrian con Roberta Basano ed Elena Boux, un avvincente racconto degli anni Settanta e Ottanta visti attraverso l’obiettivo del fotografo Angelo Frontoni, che, con eleganza e ironia, ha saputo cogliere e catturare lo spirito e le contraddizioni di quegli anni.
GLI ARTISTI IN MOSTRA
Helga Andersen
Zeudi Araya
Claudine Auger
Tina Aumont
Renzo Avallone
Sorelle Bandiera
Brigitte Bardot
Helmut Berger
Senta Berger
Loredana Bertè
Isabella Biagini
Jane Birkin
Olga Bisera
Martine Brochard
Maria Grazia Bucella
Claudia Cardinale
Raffaella Carrà
Joan Collins
Rossella Como
Donatella Damiani
Nathalie Delon
Edwige Fenech
Jane Fonda
Ira Fürstenberg
Danièle Gaubert
Gaia Germani
Katharine Houghton
John Hurt
Annabella Incontrera
Gemelle Kessler
John Law

Gina Lollobrigida
Lucrezia Love
Mal
Marina Malfatti
Elsa Martinelli
Mia Martini
Mariangela Melato
Marisa Mell
Marcella Michelangeli
Liza Minnelli
Minni Minoprio
Lucy Morante
Luciana Paluzzi
Rossana Podestà
Moana Pozzi
Patty Pravo
Rosanna Schiaffino
Gianna Serra
Jean Sorel
Catherine Spaak
Ilona Staller
Ringo Starr
Fabio Testi
Marilù Tolo
Pier Luigi Torri
Luciana Turina
Ornella Vanoni
Sylvie Vartan
Monica Vitti
Raquel Welch
Renato Zero

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa mostra, perché ci permette di valorizzare il nostro Archivio Angelo Frontoni, da cui queste immagini sono tratte – sottolinea Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. Questo progetto racconta anche il Museo e le persone che ci lavorano, perché è stato concepito e realizzato dalla nostra fondazione: non viene solo mostrato l’eccezionale patrimonio fotografico custodito ma anche la dimensione umana e professionale di chi ogni giorno contribuisce a renderlo vivo e accessibile”.
Il percorso espositivo parte dall’Aula del Tempio, dove il visitatore viene accolto da 3 schermi giganti in tripolina posizionati a 18 metri di altezza intorno all’ascensore panoramico: qui prendono vita alcuni dei ritratti in mostra che sembrano fluttuare nella cupola della Mole Antonelliana, in dialogo con i grandi schermi che contemporaneamente propongono un montaggio di film che vedono protagonisti gli artisti ritratti.
Lungo la Rampa Elicoidale, 200 fotografie ritraggono 62 artisti nazionali e internazionali e accompagnano i visitatori in un viaggio per immagini che dal ’68 arriva alla fine degli anni ’80. Due decenni di grande trasformazione sociale e politica, ben raccontati e interpretati dai protagonisti di quegli anni, attori, cantanti e modelle. Da Jane Fonda a Brigitte Bardot, da Jane Birkin a Claudia Cardinale, da Fabio Testi a Ringo Starr, da Elsa Martinelli a Marisa Mell, da Ilona Staller a Moana Pozzi, da Edwige Fenech alle sorelle Kessler, da Loredana Berté a Ornella Vanoni e Raffaella Carrà, per poi finire – o incominciare -con Patty Pravo.
Angelo Frontoni, con il suo inconfondibile gusto barocco, sempre ai limiti dell’eccesso, ha ritratto star del cinema, della TV e della moda. Nei suoi scatti, pubblicati su riviste e testate nazionali e internazionali, la seduzione si fonde con l’ironia del suo sguardo, provocazione e dolcezza convivono in un equilibrio sorprendente, e oggi queste immagini ci raccontano la storia dello spettacolo di un’epoca e, soprattutto, i desideri e le fantasie di una generazione.

Le fotografie, riprodotte digitalmente da diapositive originali nei formati 35mm, 6×6 e 6×9 cm, si presentano come istantanee vive e attuali, capaci ancora oggi di interrogare lo sguardo contemporaneo. La mostra non si limita a raccontare un’epoca ma vuole anche creare un dialogo su temi quale l’identità di genere, la provocazione, la trasgressione e l’esposizione del proprio corpo, una sorta di ponte tra le nuove generazioni e chi ha vissuto quegli anni, invitando a riflettere su ciò che resta e su come lo sguardo di epoche diverse possa trasformare la percezione dello stesso soggetto.
“Rivedere gli scatti di Angelo Frontoni a distanza di mezzo secolo – sottolinea Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema – provoca un doppio sentimento: da un lato di feroce nostalgia perché – come affermava Susan Sontag – la fotografia è un’arte elegiaca e crepuscolare ma anche perché l’aria che si respira in una qualunque delle immagini, tra il provocante e il trasgressivo, appare oggi impossibile; dall’altro però le sequenze che compongono questa mostra operano come una sorta di antidoto a quel percorso di normalizzazione del potere eversivo delle immagini che stiamo subendo. Le immagini in mostra, scattate principalmente per servizi fotografici a uso giornalistico, sfidano il tempo e chiamano in causa il nostro modo di vedere l’altro e di rappresentarci”.
La mostra è raccontata attraverso pannelli che prendono ispirazione dalle canzoni di quegli anni. La musica, il rock e il pop nelle sue più varie declinazioni, sono infatti una componente essenziale del lavoro di Frontoni e diversi motivi musicali emergono quasi naturalmente dalle sue fotografie. Per sottolineare questo aspetto la mostra è accompagnata da una playlist di musica internazionale scaricabile da Spotify, con brani selezionati che accompagnano il visitatore e contribuiscono a un’immersione totale nel magnifico e immaginifico mondo di quegli anni.
All’esterno del museo, sulla cancellata storica della Mole Antonelliana trovano posto 4 pannelli a specchio, a disposizione dei passanti per scattarsi dei selfie con alcuni dei personaggi in mostra: Jane Fonda, le gemelle Kessler, Edwige Fenech e Raffaella Carrà coinvolgono il visitatore in questo gioco di rimandi, dove realtà e spettacolo si incontrano in un luogo senza tempo.

Autodidatta, Angelo Frontoni (1929-2002) esordisce nel 1957 con un servizio su Gina Lollobrigida e da quel momento il suo obiettivo non smette di rivolgersi ai protagonisti del cinema e dello spettacolo, accarezzati dal suo sguardo, gentile e preciso. Con uno stile barocco e insieme diretto, capace di fondere lo spirito della Swinging London con un tocco tipicamente italiano, le sue immagini trovano spazio su testate come Stern, Paris Match, Sunday Times, Photo e persino Playboy americano. Non semplici ritratti, ma veri e propri racconti visivi che hanno contribuito a segnare un’epoca.
L’Archivio Angelo Frontoni è composto da oltre 546.000 immagini acquisite nel 2004 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dalla Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un’acquisizione di grande importanza, un patrimonio che custodisce non solo la memoria del cinema e del costume, ma il ritratto di un’epoca.
Dal 23 al 29 settembre 2025 il Cinema Massimo propone la rassegna L’importante è non farsi notare, idealmente ispirata alla mostra, con 4 film in programma: Indovina chi viene a cena? di Stanley Kramer, Barbarella di Roger Vadim, Uno sull’altra di Lucio Fulci e Je t’aime moi non plus di Serge Gainsbourg. Un percorso a cavallo tra cinema, televisione, musica, varietà e moda alla ricerca di quelle tracce colorate, esuberanti, leggere fino all’incoscienza, che testimoniano un cambio radicale nella società e nel modo di rappresentarsi. Come un contrappunto al cinema moderno, caratterizzato da una forte dimensione autoriale, i film che prendono il via dalla rivoluzione del Sessantotto sono lo specchio di una nuova generazione, più attratta da altri generi e forme, che guarda (o che si ispira) al glam rock dei Queen e di David Bowie, ai valori libertari di Woodstock, all’emancipazione sessuale di “Playboy”. La commedia, il film di fantascienza, il thriller sono il luogo ideale per dare vita, con una forte dose di autoironia, a storie e personaggi nuovi, che mettono in crisi alcune delle regole consolidate, laddove il corpo, spesso esaltato da trucco e costumi, è il centro di questa operazione.

La rivoluzione del ‘68 finisce presto, forse muore sul nascere. Lascia in eredità la voglia di
sperimentare modi nuovi di esprimersi con il proprio corpo ma anche una più opportunistica
spinta a cavalcare la provocazione. Il cinema, la moda, la televisione, la pubblicità sono lo
specchio di questo periodo, segnato da scioperi, proteste e dal boom delle discoteche. Sono
gli anni di piombo ma anche dell’esplosione dei colori nei vestiti: fotografie e canzoni
descrivono un’epoca dove le persone cercavano in direzioni opposte.
Con le sue istantanee spesso così frontali e tuttavia difficili da condensare in una definizione,
Angelo Frontoni è stato uno dei narratori più emblematici di quegli anni. Nelle sue fotografie,
la seduzione fa tutt’uno con l’ironia, la provocazione di una posa si combina con la dolcezza
della figura, la morbidezza dei tessuti si associa all’impermeabilità delle espressioni. In queste
dissonanze si leggono le contraddizioni di un’epoca che è stata violenta e incosciente, colorata
e di piombo. La sua tela di fondo è come la musica di quegli anni: così varia e impalpabile, così
leggera da prendere il volo. Le sue fotografie celebrano la voglia di occupare spazi pubblici
colorandoli con schegge di libertà.
Frontoni si è divertito a fotografare le sue “icone pop” in luoghi improbabili: spiagge, prati,
strade, monumenti. L’invito è non fermarsi alle apparenze. Mai voyeur, Frontoni realizza scatti
in complicità con i propri modelli che, come in un film, interpretano la scena o sfidano
l’obiettivo. Corpi nudi si accompagnano a sguardi impassibili, come se l’eccesso fosse nel
nostro sguardo. All’apparenza disincantati, nati per vivere un giorno o un mese sulle pagine di
una rivista, questi scatti si sono incollati ai desideri di una generazione. Oggi provocano il
nostro pensare corretto. Piccola o grande che sia la trasgressione ci ricorda di un’epoca in cui
il senso del proibito esisteva e poteva dunque essere messo in discussione.
Carlo Chatrian
Curatore della mostra e direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino
VERONICA GERACI
Resp. Ufficio Stampa – Head of Press Office – Attachée de Presse en Chef
Museo Nazionale del Cinema – National Museum of Cinema – Musée National du Cinéma
via Montebello 22 – 10124 Torino – Italy
email: geraci@museocinema.it
web: www.museocinema.it







