Sonny, Docente di scienze motorie, allenatore di calcio del football players, giornalista. Chi è Sonny? Raccontaci un po’ di te.
Se iniziassi a parlare di me in maniera analitica, staremo qua almeno fino all’alba, per cui cerco di sintetizzare la mia persona dicendo che :”vive di emozioni, di passioni e in tutto quello che fa, che sia scuola, che sia sport, che sia giornalismo ..ci mette sempre il cuore” ; credo che fare le cose perbene e seriamente, con tanto cuore, faccia sempre in ogni ambito la differenza, onde per cui quello che insegno ai miei alunni, o ai ragazzi che alleno, o ai collaboratori del mio magazine “non solo sport”, è il fatto che l’onestà intellettuale, la dignità e il sacrificio, nonché naturalmente l’umiltà, sia la base dei più grandi geni della nostra storia e che quindi è attraverso le piccole cose, magari anche sudate, che si possono scalare le montagne e conquistare i successi che ognuno di noi, semmai, poi merita nelle relative categorie di appartenenza.
La prossima domanda, mi soffermo sulla tua attività da docente, che cosa miglioreresti nella scuola?
Con i miei studenti, così come i ragazzi che alleno, ho un rapporto stupendo, fantastico e di reciproco amore, in cui , rispetto, empatia e complicità vanno di pari passo con l’autorevolezza del ruolo che ricopro; della scuola cambierei praticamente tutto : dai sistemi di insegnamento ( vecchi e poco coinvolgenti ) alla programmazione ministeriale ( troppe robe antiche e poco moderne) agli orari curriculari ( si entra troppo presto a scuole e si esce troppo tardi ) a quelli extracurriculari, onestamente troppi, e naturalmente migliorerei soprattutto le strutture delle scuole del sud ( la maggior parte non idonee né all’attività sportiva, né a quella laboratoriale.
Football players è una tua creazione?
Dopo aver fatto la trafila da calciatore nelle giovanili del Catanzaro e per ben due volte convocato in prima squadra nella ex serie C1, ho praticamente smesso, neanche ventenne , di fare il calciatore e mi sono subito dedicato a quella che sarebbe diventata, insieme all’insegnamento, la mia principale passione, ovverosia crescere, formare ed educare i ragazzi e perché no aiutarli ad essere competitivi nella vita così come in un campo da calcio: visti i risultati ottenuti, sia di squadra ( dieci campionati regionali vinti ) e sia dei tanti ragazzi arrivati nel professionismo o nel semiprofessionismo, da me allenati, posso asserire , senza falsa modestia , che sicuramente penso di aver fatto un buon lavoro in questi 27 anni in cui mi cimento nel mestiere di allenatore; da un anno e mezzo ho fondato la “football players” una rappresentativa che ha dato modo a tantissimi ragazzi al sud Italia di mettersi in mostra direttamente con i club professionisti e ha riscosso quest’ultima tanti commenti positivi da parte di tutti gli addetti ai lavori e dagli stessi affiliati e tutto ciò onestamente mi rende molto orgoglioso.
Nella tua realtà esiste ancora il bullismo? Senti questo fenomeno più nello sport o nella scuola?
Se devo essere sincero nella mia realtà scolastica e calcistica, la parola bullismo praticamente non esiste, salvo rare eccezioni e laddove mi dovessi interfacciare con un ragazzo che bullizza un altro ragazzo sono certo di avere le capacità deontologiche e comunicative per far capire l’errore e le problematiche che le sue azioni possano portare Nell’io altrui, fermo restando che quello del bullismo è comunque un fenomeno, così come l’educazione in senso lato , che va combattuto o plasmata prima tra le mura domestiche dalla famiglia e poi semmai a scuola o in ogni altro contesto sociale: penso che debba essere sempre il “branco positivo” ad emarginare la mela marcia e non viceversa, come spesso succede nelle realtà dove invece il bullismo e il bullo la fa da padrone.

Il giornalismo, si è evoluto nel tempo, come riesci a conciliare questa realtà e di cosa ti occupi come giornalista?
Sicuramente il giornalismo è una passione che nasce nella mia persona dalla capacità di esprimermi attraverso la scrittura e di narrare i fatti quotidiani prettamente sportivi, ma perché no anche di cronaca locale, con tanta veridicità e tanta precisione perché credo che il lettore debba sempre essere informato della verità dei fatti e non dalla faziosità degli stessi ; sicuramente anche a livello nazionale Abbiamo i classici “servi di partito” o “giornalai di turno “ che pur di fare uno scoop mettono alla gogna talune persone o fanno risaltare delle notizie spesso e volentieri inventate : ecco l’importanza di saper distinguere una fake news e di saper ricercare la verità attraverso le proprie conoscenze e competenze in un mondo in cui ormai il giornalismo di altissimo livello non è più lo stesso, dal mio punto di vista , rispetto a qualche decennio fa.
Scrivere, possiamo dire che è la tua più grande vena artistica?
la mia più grande vena artistica o virtù è semplicemente quella di rendere felici gli altri.

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Tra i tanti mantra o aforismi che mi porto dentro forse quello che più mi rappresenta è quello tratto dal film “Notte prima degli esami” in cui il professore ( interpretato da Faletti) dice al suo alunno Molinari (interpretato da Nicolas Vaporidis) : “non importa ciò che trovi in fondo ad una corsa, ciò che conta è quel che provi mentre corri”.









Un commento
Belle indicazioni anche di vita e comportamentali