
Il prossimo venerdì 6 maggio si celebra “La Notte Nazionale del Liceo Classico”,
iniziativa nata dal professor Rocco Schembri, docente di latino e greco presso il Liceo
Classico Gulli e Pennisi di Acireale (CT).
Un grande evento, quest’anno giunto all’ottava edizione, che si svolge in
contemporanea in 328 licei sparsi su tutto il territorio nazionale, a promozione e
tutela degli studi classici.
In occasione di questa importante manifestazione il professor Emanuele Altissimo,
docente di lettere e latino al Liceo Salesiano Valsalice di Torino mi ha concesso
questa intervista e ne sono davvero onorato.
UN BREVE PROFILO:
Emanuele Altissimo è nato nel 1987 a Torino, dove si è laureato con una tesi su
David Foster Wallace e ha frequentato il biennio di scrittura creativa della Scuola
Holden. Adesso insegna al Liceo Salesiano Valsalice. “Luce rubata al giorno” è il suo
romanzo d’esordio.
1. QUANDO È NATA LA TUA PASSIONE PER LA SCRITTURA? SI PUÒ ASSOCIARLA A UN PARTICOLARE EPISODIO DELLA TUA INFANZIA O ADOLESCENZA?
La scrittura è arrivata tardi, una conseguenza appassionata della mia vita da lettore:
a sedici anni ho letto Delitto e castigo, Dostoevskij, e da lì è cominciato tutto.
Sognavo storie mie, studiavo quelle degli altri per capirne il funzionamento, finché
un giorno, dopo anni di apprendistato, ho imparato che molto di un romanzo risiede
nella determinazione: una parola dietro l’altra – e una robusta dose di fortuna.
2. A QUALE AUTORE DEL PRESENTE O DEL PASSATO TI SENTI PIÙ VICINO?
Amo Dostoevskij per la sua capacità di trattare temi giganteschi senza perdere di
vista la storia – e quindi il lettore –, ma sono laureato su David Foster Wallace, uno
scrittore a cui penso di continuo, insieme a Bret Easton Ellis.
3. IL TUO ROMANZO D’ESORDIO SI INTITOLA “LUCE RUBATA AL GIORNO” E
RACCONTA LA STORIA DI DUE FRATELLI. QUANTI ELEMENTI AUTOBIOGRAFICI
SONO PRESENTI?
Sono partito dalla mia storia personale, ma ho cercato di trasfigurarla in qualcosa di
nuovo, diverso, per allontanarla il più possibile da me: è come per la messa a fuoco,
cercavo la giusta distanza per vedere più dettagli possibili, senza che mi
risucchiassero.
4.LEGGENDO UNA TUA PRECEDENTE INTERVISTA MI HANNO COLPITO
PROFONDAMENTE QUESTE TUE PAROLE: “HO SCAVATO DENTRO ME STESSO
PER SUPERARE IL DOLORE.” IL DOLORE PER TE RAPPRESENTA SOFFERENZA
OPPURE UN’OPPORTUNITÀ DI RINASCITA?
Il dolore, a patto di riuscire a superarlo, può diventare una forza potentissima, quasi
una cometa lanciata attraverso la nostra esperienza. Scrivere mi ha insegnato ad
affrontarlo, per anni ho cercato scorciatoie solo per capire che non ce ne sono.
5.HAI ANCHE AFFERMATO CHE “LEGGERE È UNA BATTAGLIA CONTRO LA
SOLITUDINE”: È UNA TUA CONSIDERAZIONE, OPPURE UN INVITO?
Non sono mai prescrittivo, quindi sì, è una considerazione basata sulla mia
esperienza. La lettura è una specie di ponte astrale tra due persone, autore e
lettore, una vera chiacchierata terapeutica, come sedersi a un tavolo insieme per
ritrovarsi a dire: è successo anche a te? E tu come hai reagito?
6.SEI ANCHE DOCENTE DI LETTERE: QUALI DIFFERENZE NOTI, SE CI SONO, TRA GLI ADOLESCENTI DI OGGI RISPETTO A QUELLI DELLA TUA GENERAZIONE?
I ragazzi di oggi sono più avanti in tutto: ricettivi, pronti a nuove esperienze, capaci
di sorprenderti. Noi siamo figli di un mondo più lento, analogico, di quegli anni
ricordo soprattutto la noia e un provincialismo che per fortuna ha risparmiato i
nuovi adolescenti.
7.UN TUO SOGNO NEL CASSETTO?
Avere di nuovo venticinque anni.
RIFERIMENTI SOCIAL:
altissimoemanuele@gmail.com,
IG: Emanuele Altissimo








Un commento
Intervista di un bravissimo giornalista per uno scrittore-professore TOP.
Grazie Jack