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Ossimoro Art Gallery organizza la mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo: “Obliata Memoria” – sul filo del ricordo-

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

La nostra memoria è uno strumento eccezionale, che a suo piacimento è capace di dimenticare, cancellare, senza alcun preavviso.

Che fine fanno i ricordi?

Quanto tempo ci vuole per costruirli e quanto poco tempo occorre perché scompaiono?

L’arte ed il ricordo sono spesso collegati; l’arte è un mezzo attraverso il quale emozioni e sensazioni filtrate dall’inconscio lasciano tracce di memoria indelebili.

Un ritratto, un paesaggio, sono il “ricordo del passaggio di un’esistenza”

L’arte fin dai tempi più remoti è stata utilizzata per dare messaggi, per lasciare tracce indelebili dell’uomo e quindi trasmettere memoria.

La memoria come storicità o progressione storica, la memoria come atteggiamento retrospettivo, la memoria come riscoperta del passato, la memoria come tensione culturale che serve a mantenere in vita una tradizione.

Espongono: Nino Barbera, Simona Bosio, Giovanna Ciquera, Stefania Falco, Cinzia Gennaro, Tiziana Inversi, Franco Inz, Vanessa Laustino, Lorenzo Lombardo, Gianni Pennisi, Marcella Sara, Norman Sgrò, Antida Tammaro, Giacomo Vicino.

Nell’ambito della mostra dal titolo : “ Obliata Memoria” – sul filo del ricordo, propone la presentazione del libro dello scrittore : Dott. Gino Angelo Torchio.


Alienazione. – Fra poesia e mistero –


Da sempre le Società Civili segregano l’alienazione nel variegato mondo della Pazzia, da cui non sempre si esce attraverso le cure. Da sempre la Società celebra l’Arte come il più nobile strumento di Umanizzazione. Da sempre, dunque, “Alienazione” e “Arte” sono realtà divergenti ed estranee: la prima, per l’ambiguità dell’Essere, precipita verso i limiti dell’occulto; la seconda, al contrario, si eleva verso gli estremi confini dell’Idealità, per la purezza e la bellezza delle forme, dei suoni e delle immagini. Eppure “Alienazione” e “Arte”, paradossalmente, possono esprimere la stessa commozione del cuore e della fantasia. L’Artista, infatti, esprime le emozioni vissute nella realtà; l’Alienato esalta le emozioni vissute attraverso la fantasia delirante. Solo un poeta può cogliere l’essenzialità di un pensiero, così come un musicista può musicare l’armonia di un gesto o un pittore può intendere la policromia di un’immagine e creare un capolavoro. Questo lavoro nasce proprio dalla discutibilità di tale considerazione: solo all’Arte è dato scendere a caduta libera nei dismetrici abissi dell’immaginazione schizofrenica e delle visioni paranoiche cogliendone il senso più umano. “Alienazione” e “Arte” insieme, dunque, rendono ben visibile e trasparente ciò che è eluso agli occhi dei più e con l’aiuto essenziale della visione poetica portano alla luce ciò che da sempre è considerato “l’altro mondo” ma che in realtà appartiene al nostro vissuto quotidiano. I personaggi hanno un nome di fantasia, in quanto non esistono nella quotidianità, ma rappresentano un disturbo ben preciso in cui la visione artistica ne ha evidenziata la profonda Umanità.

Dialogano con l‘autore la scrittrice Maria Cicconetti e la curatrice Cinzia Sauli.

Presso Associazione Culturale Ossimoro, Via Carlo Ignazio Giulio 6, 10122 Torino.
Sabato 5 Marzo dalle ore 17:00.

Mostra collettiva di arte visiva dal  7 – 18 marzo 2022

Mostra visitabile dal lunedì al sabato dalle 15,00 alle 19,00


www.ossimoro-art.it  cell. +39 348.2344390

Alessandra Bagini
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